Il settore vinicolo è stato uno dei pochi in area «luminosa». Le ultime sedute del mese della Borsa merci che precedono il ponte pasquale, hanno lasciato quadri merceologici appannati.

Un brindisi con i vini d’annata

30/03/2002 in Economia
Di Luca Delpozzo

Le ultime sedute del mese del­la Bor­sa mer­ci che pre­ce­dono il ponte pasquale, han­no las­ci­a­to quadri mer­ce­o­logi­ci appan­nati. L’equinozio di pri­mav­era men­tre ha sol­lecita­to il risveg­lio dal riposo inver­nale, e la ripresa dell’universo veg­e­tale ha con­trasseg­na­to un pas­sag­gio invo­lu­ti­vo di parte del mer­ca­to all’ingrosso di prodot­ti agri­coli pri­mari o trasfor­mati. Zone grigie, fasce scure han­no scher­ma­to trat­ti di veg­e­tali e ani­mali. Pochi i lumi­nosi, rari gli splen­den­ti tra­man­dati da fasi prece­den­ti. Il listi­no appare più appi­at­ti­to del­la set­ti­mana scor­sa. Queste le posizioni arti­co­late che tra­spaiono dai set­tori accred­i­tati in Bor­sa mer­ci. Il set­tore vini­co­lo , uno dei pochi in area lumi­nosa, ha ripro­pos­to le posizioni cor­ren­ti di tut­to il listi­no. I vini d’annata han­no ricon­fer­ma­to i 7,50 — 8,50 euro litro dell’amarone e recioto del­la Valpo­li­cel­la pro­duzione 1997, i 6,50 — 8,00 delle annate 1998 e 1999, e i 6,20 — 7,90 delle vendem­mie 2000; di con­sol­i­da­ta fama in tut­ti i pun­ti car­di­nali; in questi giorni sono cel­e­brati con il «Palio» nel capolu­o­go del ter­ri­to­rio di anti­ca orig­ine e pro­duzione. Ricon­fer­mati altresì, i 6,20 — 7,00 euro litro il Recioto di Soave anna­ta 1999 e i 6,00 — 6,75 del­la 2000. A quo­ta 13,50 — 14,50 euro gra­do 100 litri si ritro­va il Valpo­li­cel­la d.o.c. clas­si­co supe­ri­ore pro­duzione 2000, il decano dell’enologia provin­ciale. Riaf­fer­mate anche tutte le quo­tazioni dei vini del­la 2001 a par­tire dal bian­co e rosso da tavola, alla dozzi­na di d.o.c. denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta e ses­ti­na di i.g.t. indi­cazione geografi­ca tipi­ca. In listi­no non com­pare la trenti­na di monovit­ig­ni che arric­chis­cono la map­pa eno­log­i­ca scalig­era rac­colti nelle d.o.c. Gar­da, Arcole, Terre dei For­ti, Mer­lara e la più anziana Lugana. Sicu­ra­mente ne saran­no pre­sen­tati al prossi­mo in pro­gram­ma in Fiera dall’11 al 15 veniente. I cere­ali per lo più han­no seg­na­to il pas­so in un con­testo di mer­ca­to glob­al­mente debole dom­i­na­to dall’offerta e da abbon­dan­ti disponi­bil­ità transalpine. Queste le posizioni set­to­ri­ali. I grani teneri nos­trani , anco­ra disponi­bili, han­no con­fer­ma­to le for­celle 150,00 — 152,00 e 142,00 — 144,00 euro ton­nel­la­ta delle vari­età numero 2 e 3. Grani spe­ciali e fini, gli esteri in listi­no han­no cedu­to un euro: il North­ern Spring statu­nitense è sce­so a 195,00 — 196,00 ton­nel­la­ta, l’estero p.s. 75–76 a 126,00 — 127,00. L’ orzo comu­ni­tario , tut­to­ra solo in listi­no locale ha cedu­to due euro sul min­i­mo e uno sul mas­si­mo, e ha ristret­to la for­cel­la a 126,00 — 128,00 ton­nel­la­ta; appare in calo dap­per­tut­to però dai liv­el­li fini a una deci­na di euro più alti e qualche pun­to sopra del pesante nos­tra­no attes­ta­to a 136,00 — 139,00 ton­nel­la­ta. Il gra­n­otur­co ibri­do fari­noso nos­tra­no ha repli­ca­to la for­cel­la 128,00 — 129,00 euro ton­nel­la­ta, in piazze dell’areale maisi­co­lo set­ten­tri­onale alle volte appare 6–7 euro più alto altre 2–3 sot­to: l’area occi­den­tale sor­pas­sa la nord-ori­en­tale. Inizia­ta la sta­gione delle sem­i­ne. Buoni i “let­ti” di sem­i­na preparati antic­i­pata­mente favoriti dall’andamento cli­mati­co dell’inverno. Fat­to neg­a­ti­vo l’arsura del­lo stra­to super­fi­ciale del ter­reno. Non piove da tem­po, alta l’evaporazione esalta­ta dall’insolazione accom­pa­g­na­ta da ven­ti­lazione asciut­ta prove­niente da Nord. Le sem­i­na­tri­ci, ulti­ma gen­er­azione, sono dotate di rul­li, altri­men­ti rimet­tere in movi­men­to gli anziani, vec­chi cilin­dri accan­to­nati. Il set­tore risi­co­lo , figu­ra sta­bi­liz­za­to nelle posizioni acquisite dopo gli scos­soni delle set­ti­mane scorse. Risoni e risi appaiono in sostanziale equi­lib­rio stori­co; sui gra­di­ni più alti i risoni di Carnaroli e Vialone nano fer­mati 345,00 — 380,00 e 340,00 — 385,00 euro ton­nel­la­ta; tra i risi in tes­ta vialone nano a 850,00 — 925,00 ton­nel­la­ta, segui­to dis­tanzi­a­to da arbo­rio seg­na­to 624,00 — 650,00 il riso di Carnaroli non figu­ra nei lis­ti­ni, trop­po cel­e­bra­to! Le semen­ti di erba med­ica han­no reit­er­a­to le for­celle 1,55 — 1,62 e 1,45 — 1,50 euro chi­lo delle fini selezion­ate ecotipo vene­ta e pro­duzione nazionale nonché 1,05 — 1,10 e 0,95 — 1,00 pure euro chi­lo, delle omologhe in natu­ra mer­can­tile. Nes­suna sol­lecitazione è venu­ta dal­la sta­gione delle sem­i­ne pri­maver­ili. I fagi­oli sec­chi han­no repli­ca­to le for­celle 2530,00 — 2580,000 e 890,00 — 910,00 euro ton­nel­la­ta dei bor­lot­ti-lam­on e canelli­ni bianchi esteri. Le farine di fru­men­to si sono divise, avviene molto di rado; il tipo doppio zero 00 ad alto tenore di glu­tine, ha cedu­to 2,00 euro ed è sce­so a 419,00 — 424,00 ton­nel­la­ta, il tipo zero 0 ha con­fer­ma­to la for­cel­la 413,00 — 418,00 le bianche con carat­ter­is­tiche min­ime di legge invece han­no con­va­l­ida­to sul­la for­cel­la 284,00 — 286,00 del tipo doppio zero che quel­la di 279,00 — 282,00 del­lo zero. Le farine di gra­n­otur­co per ali­men­tazione umana, nel con­tem­po han­no man­tenu­to la for­cel­la 338,00 — 339,00 euro ton­nel­la­ta del­la lus­so-bra­ma­ta veronese, 278,00 — 280,00 del­la vela­ta-stac­cia­ta a 218,00 — 219,00 del fioret­to. Sin­to­nia con le car­ios­si­di. I mangi­mi han­no reg­is­tra­to dif­fuse con­ferme, pochi rialzi e rib­assi. Ass­es­ta­men­to qua­si inusuale del com­p­lesso aggre­ga­to. Queste carat­ter­iz­zazioni seg­men­tate. I crus­ca­mi di fru­men­to, sul­la scia delle chiusure del­la set­ti­mana scor­sa, han­no con­va­l­ida­to le quo­tazioni in essere dal­la crus­ca, cruschel­lo, tritel­lo di fari­nac­cio e alle crusche pel­let­tate di ten­ero e di duro; val­ori attes­ta­ti attorno a 10 cent ton­nel­la­ta in più delle medie 2001, sostanziale par­i­fi­cazione. I derivati del gra­n­otur­co nel con­tem­po, si sono divisi: gli spez­za­ti han­no cedu­to un euro e sono sce­si a 166,00 — 168,00 ton­nel­la­ta; farinet­ta altret­tan­to ed è arretra­ta a 116,00 — 119,00; glu­tine e pan­el­lo in scaglie han­no reit­er­a­to le for­celle 528,00 — 539,00 e 217,00 — 222,00 pure euro ton­nel­la­ta. I sos­ti­tu­tivi per uso zootec­ni­co invece, han­no reit­er­a­to le for­celle 150,00 — 151,00 euro ton­nel­la­ta delle polpe ess­ic­cate di bietole cubet­tate rin­fusa arri­vo 98,00 — 99,00 del melas­so di can­na da zuc­chero, 279,00 — 284,00 del pan­el­lo di lino comune e 4,00 — 6,00 del siero di lat­te. I sot­to­prodot­ti del riso , rov­inati la set­ti­mana scor­sa, si sono con­sol­i­dati sulle nuove posizioni, gra­no verde iso­la­ta, è indi­ca­ta debole, tra­bal­lante con­dizion­a­ta da abbon­dante disponi­bil­ità a fronte del­la doman­da; quo­tazione cor­rente 150,00 — 157,00 euro ton­nel­la­ta cir­ca 100,00 euro sot­to la media 2000. Le farine di estrazione si ritrovano su direzioni e posizioni diver­sifi­cate a coro­na degli ampi movi­men­ti delle set­ti­mane scorse: colza rav­iz­zone e gira­sole 36–37% s.t.q. estere han­no reit­er­a­to le for­celle 179,00 — 181,00 e 154,00 — 156,00 euro ton­nel­la­ta, ferme anche quelle del grup­po soia: le pro­te­iche nazionale ed estera han­no con­fer­ma­to i 240,00 — 242,00 e 239,00 — 241,00 euro ton­nel­la­ta, le nor­mali, pure nazionale ed estera, i 218,00 — 219,00 e 214,00 — 215,00, gira­sole inte­grale nazionale ed estera 29–30% e 27–28% s.t.q, nel con­tem­po, han­no cedu­to 2,00 euro e sono scese a 132,00–134,00 e 130,00–131,00 ton­nel­la­ta; in calo anche germe di gra­none nazionale: mol­la­to un euro è arretra­ta a 157,00–164,00 ton­nel­la­ta. In altre piazze tra quelle di soia appare qualche aumen­to. I for­ag­gi han­no con­fer­ma­to i costi del maggen­go e dell’erba med­ica imbal­lati e fran­co arri­vo nonchè delle farine disidratate di erba med­ica e di pra­to polifi­ta. In altri lis­ti­ni appare qualche aumen­to. Questo men­tre si avvic­i­na l’epoca del pri­mo «sfal­cio»; lo svilup­po delle colti­vazioni si pre­sen­ta sod­dis­facente anche se fre­na­to da abbas­sa­men­ti del­la tem­per­atu­ra fino alle prime ore del mat­ti­no; minori escur­sioni ter­miche e piog­gia portereb­bero i prati al «top». La paglia di fru­men­to ha repli­ca­to le for­celle 60,00–62,00 e 76,00–77,00 euro ton­nel­la­ta dell’imballata e fran­co arri­vo; pres­sa­ta, in altra piaz­za figu­ra quo­ta­to anche una venti­na di euro in più. I gras­si di orig­ine ani­male per uso zootec­ni­co sono rimasti su porzioni dis­tinte: più 2,00 euro i tipi miù 2 e 3% sal­i­ti a 313,00 — 317,00 e 309,00 — 312,00 euro ton­nel­la­ta, il suino più 1% ha con­fer­ma­to i 345,00 — 348,00 anco­rati una ses­san­ti­na di euro sot­to la media 2001. Gli ani­mali accred­i­tati in Bor­sa mer­ci pre­sen­tano panora­mi diver­si­fi­cati: dif­fuse con­ferme e set­to­ri­ali rib­assi. Queste le posizioni arti­co­late. I sui­ni sono rimasti in are­ali dif­fer­en­ti divisi. In suinet­ti da ristal­lo, in avvio han­no con­fer­ma­to le quo­tazioni cor­ren­ti con lat­ton­zoli di 25 di peso attes­ta­ti a 3,13 euro chi­lo, i magron­cel­li di 30 a 2,85, i magroni di 40,50 e 65 a 2,39–2,04fe 1,70 sem­pre euro chi­lo; in prosieguo in altre piazze qual­ifi­cate le taglie minori han­no cedu­to 4 cent.; spi­az­za­men­to forse pre­ven­ti­va­to nell’ambito dell’andamento glob­ale del com­par­to. Gli adul­ti, infat­ti, han­no accel­er­a­to, trip­li­ca­ta la misura del rib­as­so del­la set­ti­mana pri­ma: meno 3 con­tro un cent; un sac­ri­fi­cio sop­por­ta­to; i capi da 161 a 180 di peso, i meglio qual­i­fi­cati e pagati, ad esem­pio, sono sce­si a 1,20 euro chi­lo; non è bas­ta­to; l’andamento suc­ces­si­vo è sta­to sfa­vorev­ole; in altra piaz­za han­no cedu­to più del doppio; all­e­va­tori increduli, allar­mati. Non trovano gius­ti­fi­cazioni. Allo sban­do i con­ti degli all­e­va­men­ti fati­cosa­mente rad­driz­za­ti l’anno pas­sato. Gli avi­cu­ni­coli han­no mar­ca­to l’ottava, l’ultima sedu­ta prepasquale, con gen­er­al­iz­zate con­ferme. Poca con­so­nan­za con la fes­tiv­ità che nor­mal­mente sol­lecita la doman­da di . Per memo­ria, queste le più comu­ni quo­tazioni cor­ren­ti. I pol­li pesan­ti a pig­men­tazione bruna d’allevamento inten­si­vo a ter­ra, han­no reit­er­a­to la for­cel­la 0,88–0,90 euro chi­lo, quel­li del­la gial­la la più magra 0,80–0,82; i leg­geri del­la gial­la la più bas­sa 0,72–0,74 sem­pre euro chilo­gram­mo. I tac­chi­ni pesan­ti si ritrovano nelle for­celle 0,75–0,77 euro chi­lo delle fem­mine e 0,87–0,89 dei maschi. Le galline medie e pesan­ti d’allevamento inten­si­vo a ter­ra si rive­dono a 0,36–0,38 e 0,25–0,30 euro chi­lo ered­ità povera di sedute prece­den­ti; le livor­ne­si , leg­gere e medie d’allevamento inten­si­vo in bat­te­ria si trovano con­fer­mate nel­la strim­inzi­ta for­cel­la 0,14–0,16, 0,21–0,23 e 0,24–0,26 sem­pre euro chi­lo. Le ani­tre mute , che si atten­de­vano altri trat­ta­men­ti, si devono accon­tentare del­la for­cel­la 1,53–1,57 euro chi­lo uni­ca delle fem­mine e dei maschi pesan­ti da taglio. Le faraone d’allevamento tradizionale, costrette ad inter­rompere la fase riva­l­u­ta­ti­va, si riguardano nel­la for­cel­la 1,58–1,62 euro chi­lo, sen­za lode e sen­za infamia. I gal­let­ti , esaurite in poche sedute le energie accu­mu­late per il riscat­to, si ritrovano nel­la foto­copia del­la for­cel­la 1,30 — 1,34 euro chi­lo dei gold­en comet, 1,55–1,59 del tipo livor­nese, 1,05–1,09 di altri. I conigli d’allevamento nazionale, che era­no sta­ti bloc­cati già otto giorni pri­ma, si ritrovano con i capi fino a 2,500 chilo­gram­mi di peso a 1,30–1,34 euro chi­lo, e con i mag­giori a 1,31–1,37; le fes­tiv­ità non ne han­no rav­vi­va­to gli scam­bi né accresci­u­to i con­su­mi. Pare ristagni­no anche gli agnel­li non pre­sen­ti in Bor­sa mer­ci. Lin­ea fer­ma anche per le uova fres­che cat­e­go­ria «a» : con­fer­mati i 9,70 euro 100 pezzi delle Xl gran­dis­sime; gli 8,40 delle L gran­di; i 7,85 delle M gran­di e i 6,55 delle S pic­cole, selezion­ate, imbal­late, fran­co cen­tro d’ imbal­lag­gio, Iva esclusa. I prodot­ti caseari han­no man­tenu­to le posizioni cor­ren­ti in con­testi piut­tosto cal­mi e abbon­dan­ti disponi­bil­ità. Questi i ter­mi­ni. Il bur­ro di pura pan­na di affio­ra­men­to pas­tor­iz­za­to e l’analogo del­la mon­tagna veronese, han­no repli­ca­to i 2,36 e 2,46 euro chi­lo; il rispon­dente alla clas­si­fi­cazione CEE i 2,54, lo Zan­go­la­to di Creme fres­che per bur­ri­fi­cazione i 2,26. I for­mag­gi han­no con­fer­ma­to le quo­tazioni delle tre sta­gion­a­ture di Grana padano, delle due di Pro­volone e dei tre tipi di Monte Veronese d.o.p. Novità sul­la lin­ea lat­te — Ques­ta vol­ta l’avvio alla Bor­sa mer­ci — Quo­ta­to lat­te al libero mer­ca­to — Queste le prime ril­e­vazioni di valen­za nazionale, gen­erale ripor­tate dal listi­no : lat­te , «spot, di pro­duzione nazionale, crudo, 315,00–320,00 euro ton­nel­la­ta; prove­nien­za Fran­cia tito­la­to, mate­ria gras­sa 3,5%, euro 315,00 — 320,00 Ger­ma­nia 346,00–354,00 magro pas­tor­iz­za­to tipo 0,03 mate­ria gras­sa 196,00–206,00; pan­na di cen­trifu­ga 40% mate­ria gras­sa, 1394,00- 1472,00 sem­pre euro ton­nel­la­ta — Gli oli dopo un breve pas­sag­gio in par­al­le­lo si sono divisi — I prodot­ti di semi sono ritor­nati in ter­ri­to­rio neg­a­ti­vo: scivoloni a tut­to cam­po. Queste le posizioni dei grezzi: meno 5.00 euro gra­n­otur­co — mais e pal­ma sce­si a 660,00–670,00 e 459,00–462,00 ton­nel­la­ta; meno 20,00 gira­sole arretra­to a 695,00–700,00 meno 7,00, Soia cala­to a 438,00–442,00 e queste quelle dei raf­fi­nati ali­men­ta­ri: meno 5.00 euro gira­sole e soia retro­ces­si a 770,00–790,00 e 510,00–518,00 pure a ton­nel­la­ta; meno 10,00 semi vari dimi­nu­ito a 520, 00–525,00; meno 48,00 — gra­n­otur­co — mais — cala­to a 770,00–790,00; meno 26.00 arachide rib­as­sato a 920,00 — 925,00 sem­pre ton­nel­la­ta. I prodot­ti delle olive, invece, han­no man­tenu­to le quo­tazioni degli extravergine del Vene­to, Gar­da d.o.p., di pro­duzione ital­iana, di prove­nien­za Spagna e Gre­cia nonchè dei ret­ti­fi­cati di oli­va e di sansa. I semi di Soia han­no arresta­to la lun­ga fase dis­cen­dente, con­fer­mate le for­celle 215,00–216,00 euro ton­nel­la­ta dei nazion­ali, umid­ità e impu­rità 14 e 2%, e 238,00–239,00 degli inte­grali tosta­ti base 13% di umid­ità, in altre piazze alle volte sono indi­cati in aumen­to da liv­el­li già più alti fino a 10.00 euro. Il seme amer­i­cano pri­ma ha recu­per­a­to la perdi­ta del­la set­ti­mana scor­sa, dopo è anda­to oltre come appare dalle mer­cu­ri­ali gior­naliere del­la Bor­sa di Chica­go ripor­tate da Il Sole-24 Ore; il future mag­gio, ad esem­pio, ha chiu­so il 28 del mese a 476,25 cent per bushel da 60 lib­bre con­tro 464,50 di ven­er­di del­la set­ti­mana scor­sa, luglio a 480,50 rispet­to 467,75. Rim­bal­zo già rac­colto dal nos­tro mer­ca­to.