“Se invece dello Studio di Impatto Ambientale fosse stata consegnata (al Via ndr) una copia dei Promessi Sposi, probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto: questa è la triste constatazione da fare alla luce dei giudizi espressi in merito alla compatibilità con l’ambiente delle due traverse sull’Adige proposte dalle Aziende Municipalizzate di Rovereto e Verona”.
Giudizi e critiche sul progetto
Chi tuona contro il Via provinciale e la Giunta, che ha fatto propria la bocciatura del progetto per la realizzazione di nuove fonti energetiche con un investimento di oltre 170 miliardi, è l’ingegner Franco Garzon dello studio SWG che ha predisposto per Asm e Agsm la relazione da sottoporre alla valutazione di impatto ambientale.
A nulla è servito realizzare complessi modelli matematici delle falde acquifere del fondovalle, basati su centinaia di milioni spesi in sondaggi e prove piezometriche, o quello per le previsioni sulla qualità delle acque, tant’è che nei giudizi espressi dai Servizi Provinciali, dalle Associazioni ambientalistiche, dall’Autorità di Bacino e dallo stesso Comitato di esperti per l’Ambiente, sottolinea il tecnico, nessuno ne ha mai fatto cenno. Nessuno si è documentato a fondo su realizzazioni analoghe già realizzate in Italia e all’estero, oppure ha letto le pubblicazioni in merito fornite in appendice allo Studio, che dimostravano dati alla mano che, con determinate precauzioni, le due traverse potevano essere realizzate creando un disturbo minimo per l’ambiente, anzi per altri versi migliorandolo.
Posizioni e opinioni contrastanti
“Pazienza per i giudizi degli ambientalisti– continua Franco Garzon – le cui prese di posizione fanno spesso notoriamente a pugni con le verità scientifiche e la tecnologia; ne è l’emblema il Ministro verde Ronchi che ha fatto bocciare il progetto Mose per salvare Venezia, solo perché non ha ben capito come funzionava, con grande scandalo dell’opinione pubblica internazionale.
Ma dai Servizi Provinciali e soprattutto dal Comitato per l’Ambiente ci si aspettava un po’ di più di analisi scientifica, vista l’importanza delle opere in esame; invece solo il Servizio Acque Pubbliche ha chiesto un approfondimento sullo studio, mentre tutti gli altri si sono limitati, appunto, ad una lettura minimale della Sintesi non tecnica allegata allo Studio.
Motivazioni e future implicazioni
Probabilmente il vero motivo, secondo l’ingegner Garzon, è che dalla Giunta Provinciale e dall’opinione pubblica “è giunto il consiglio di bloccare il progetto visto che il Trentino ha effettivamente già dato moltissimo alla produzione idroelettrica dell’Italia; questo doveva essere detto e scritto, senza tirare in ballo la necessità di studi più approfonditi o, peggio ancora, ipotizzare possibili sconvolgimenti nell’assetto del fiume e del fondovalle, citati quale motivazione dell’assessore Pinter senza alcuna base scientifica seria di supporto”.
Per il tecnico il fatto è che, senza le due centrali sull’Adige, nell’impianto di cogenerazione di Rovereto nei prossimi decenni si bruceranno milioni di metri cubi di gas metano in più per produrre energia elettrica, con buona pace degli ambientalisti, assessori e non, e con l’incremento dell’effetto serra e delle dimissioni tossiche e quant’altro in Vallagarina.
Per questo i diritti interessati alla realizzazione sperano che al Ministero dell’Ambiente a Roma, che ha l’ultima parola sulla Valutazione di Impatto Ambientale delle due traverse sull’Adige, tengano maggiormente conto di questo fatto e, magari, facciano anche un serio approfondimento sui possibili impatti per l’ambiente analizzati dallo Studio, accorgendosi che esse possono essere realizzate con impatto nel complesso positivo per la Vallagarina.
Speranza che è dura a morire, conclude l’ing. Garzon, anche se oggi purtroppo è più di moda demolire i progetti anziché farli realizzare bene”.


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