La qualità garantita non basta più, per vendere oggi occorre anche curare l’immagine.
Problema dell’inquinamento e dell’immagine del Garda
Ne consegue che l’anabaena, ossia quell’orribile alga che sporcava di chiazze giallastre la superficie del lago, o le schiume biancastre prodotte dallo sbattimento dell’acqua del Ponale, non sono più tollerabili.
Non basta essere sicuri che non c’è inquinamento, ma si tratta solo di fenomeni destinati a scomparire non appena vengono a cessare le cause, fisiche o ambientali, che li hanno prodotti.
Il Garda movimenta una quantità troppo importante di miliardi per trascurarne l’immagine.
Indubbiamente nessuno ha voglia di venire dalla Germania o dall’Inghilterra a fare il bagno o volare in surf su di un lago dall’acqua igienicamente ineccepibile ma vomitevole a vedersi.
Decisione del Consiglio Comunale
Il consiglio comunale ha così approvato all’unanimità la mozione dei capigruppo, primo firmatario Paolo Matteotti, che impegna la giunta «ad attivarsi immediatamente presso tutti gli organismi per verificare lo stato delle conoscenze attuali, quali sono i fattori di sviluppo dell’alga, quali le probabilità che il fenomeno si ripeta e quali gli interventi ipotizzabili per riportare il Benaco al suo stato naturale».
In più, la giunta dovrà premurarsi di ottenere un monitoraggio serio e credibile degli affluenti — oltre al Sarca già sotto controllo — anche Albola, Varone e Galanzana — per accertare la quantità dei nutrienti che il Garda si trova a dover smaltire.


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