Salvataggio della chiesetta del Palù dei Mori
La chiesetta del Palù dei Mori, dedicata a San Antonio, è salva. Tutto questo grazie al volontariato e alla caparbia volontà degli amici dell’Associazione Francesco Fontana.
Hanno portato a conoscenza della pubblica opinione lo stato di estremo degrado della costruzione dedicata al culto, attigua alla grande corte, che fu una volta dimora degli Spolverini, meglio conosciuti come i Fileno.
Dopo mesi di lavori di ripulitura e recupero della struttura dedicata al Santo frate da Padova, oggi la cappellina è stata messa in sicurezza.
Il tetto, completamente caduto, le mura perimetrali in uno stato fatiscente, l’altare e la sacrestia in via di disfacimento, gli stucchi in stile barocco ormai in distacco dalle pareti, possono oggi essere dichiarati in «sicurezza», cioè non più in stato di pericolo e di possibile distruzione.
Interventi di messa in sicurezza e recupero
«Abbiamo collocato una copertura del tutto provvisoria in onduline», afferma Giulia Rama dell’associazione Francesco Fontana, «che copre tutta la chiesa in sostituzione del tetto, andato totalmente distrutto per l’incuria del tempo e per le liti fra i comproprietari.
Ovviamente tutto questo è solo un’operazione «tampone», un palliativo per evitare che le intemperie e l’acqua di questi giorni possano definitivamente incidere sulle strutture portanti della chiesa e farla quindi cadere rovinosamente o quantomeno ridurre ad uno stato pietoso il poco di valore rimasto all’interno.»
«Mi riferisco in particolare», continua Rama, «all’altare, agli ovali, a quanto di barocco è ancora rimasto fra gli stucchi pregevoli del tempietto».
Prospettive di recupero e collaborazione
Tutta questa movimentazione intorno al Palù dei Mori, alla sua corte, alle sue storie e leggende, ha fatto scattare la molla anche tra i vari comproprietari dell’intero complesso, prima assolutamente restii a fare la minima mossa per il recupero del patrimonio immobiliare.
Ora invece sono disponibili a «mettersi d’accordo» per cercare una soluzione onorevole per tutti, soprattutto per il definitivo recupero del grande patrimonio artistico e immobiliare del sito.
«La nostra denuncia», sottolinea Rama, «ha quindi mosso le acque e un architetto amante dell’arte e del recupero del patrimonio artistico locale si è fatto avanti con alcune proposte.
Si tratta di Armando Tortella, che ha in animo di presentare un progetto complessivo per il restauro e il ritorno all’antico splendore dell’area».
«Questo ci fa molto piacere», sottolinea il professore, «e ci darà anche modo, in futuro, di poter avanzare una seria proposta alla Regione Veneto per un’eventuale richiesta di contributi per il completamento dei lavori, ormai improrogabili in quel luogo».
Le sfide del recupero culturale
«Certo che non è facile», spiega Rama, tra il dispiaciuto e lo sconsolato, «inserire nel cuore della gente il germe dell’amore per la propria terra e la propria arte, il proprio patrimonio artistico.
Occorre portare la coscienza e la conoscenza della questione, in modo da poter salvaguardare le testimonianze popolari e locali».


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