Situazione storica e incalzante
Non s’è dovuto aspettare poi molto. È bastato il primo, timido accenno vacanziero, durante le festività di Capodanno, a far crollare con inesorabile puntualità l’intera impalcatura allestita per fronteggiare la chiusura della Gardesana Occidentale.
Il ponte di fine anno ha messo così a nudo tutta la precarietà ed il raffazzonamento delle misure deputate a risolvere l’emergenza. Emblematica la decisione di “parcheggiare” negli alberghi di Riva i turisti di dodici pullman attesi a Limone.
La risposta della amministrazione locale
«Nel pacchetto turistico erano compresi alcuni tour nel Trentino – spiega il sindaco di Limone Gianbattista Martinelli – non si poteva certo pensare di farli traghettare tutte le mattine fino a Riva: meno male che gentilmente il sindaco Malossini ha trovato dove sistemarli…»
I contatti tra i due primi cittadini, in questi giorni, si sono fatti sempre più intensi. Anche perché, come abbiamo scritto, il traghetto Mincio è subito andato fuori uso (lo aggiusteranno oggi?) e solo da ieri la Navigarda (mentre il traffico passeggeri si spostava sui battelli) ha scodellato il «sostituto»: un traghettino che può imbarcare la miseria di una dozzina di veicoli, esclusi però i camion.
Potenziali sviluppi e future soluzioni
Immaginabile che l’isolamento di Limone possa protrarsi come ora; ed altrettanto che il porticciolo di Riva affronti (in stagione) un movimento veicoli verso il bresciano che è paragonabile a quello della rotta Piombino-Elba.
Il consiglio di Riva si riunirà la settimana prossima in una seduta straordinaria per discutere della questione Gardesana e nel particolare della sua paventata chiusura per due anni.
È una prospettiva che il civico consesso rivano s’appresta a demonizzare in via ufficiale, approvando una mozione che Ivo Gentilini ha fatto firmare in tempi record da molti colleghi consiglieri.
Situazione politica e prospettive future
«La provincia di Trento – spiega il sindaco – non ha preso decisioni ufficiali sui destini della Gardesana. C’è stata solo la conferenza stampa di un assessore (Casagranda, dei lavori pubblici ndr.).
Tra qualche giorno è previsto un incontro tra il presidente Dellai e gli amministratori di Riva e Limone: è lì che la questione sarà affrontata sul serio».
Interventi regionali e iniziative in corso
Il problema della Occidentale rimane così in cima alle incombenze della giunta trentina ma anche sull’altro versante della frana (quello lombardo), qualcosa si sta muovendo.
Oggi a Limone, e subito dopo ai piedi della frana, giungeranno le alte sfere regionali della Lombardia con in testa la vicepresidente Beccalossi, braccio destro di Formigoni.
I limonesi sono decisi a mettere in contatto i loro vertici politici con quelli trentini: chiedono una veloce soluzione del problema. Ripristinare la strada mentre si costruisce il tunnel.


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