Rilanciato in pompa magna, nemmeno da dieci giorni, l’orologio della Torre Apponale, coi suoi bei quadranti nuovi, ha mancato un’occasione davvero storica: quella di scandire, sotto gli occhi di migliaia di spettatori entusiasti, la fine di un anno, di un secolo e di un millennio e subito appresso il riavvio di un anno, di un secolo e di un millennio, tutti nuovi di zecca.
Il problema tecnico dell’orologio
L’orologio della torre, forse, è musulmano e conta gli anni da Maometto; oppure ebreo ed attende ancora il Messia. Fatto sta che nei due ultimi giorni del 2000 ha starnutito, s’è piantato, è ripartito, s’è ripiantato, capriccioso ed indisponente, finchè l’hanno abbandonato al sonno del giusto.
Forse si tratta di un fusibile, ma non si trova quello bruciato da sostituire; di certo c’è una dispersione di corrente da qualche parte, che provoca lo scatto dei meccanismi di protezione del motore.
Le conseguenze e le soluzioni temporanee
Sotto le feste nemmeno il trevisano Fagan, responsabile del nuovo orologio, muove operai per chiudere le stalle quando i buoi sono ormai fuggiti. Se ne riparla dopo la Befana.
Le migliaia di festaioli in piazza si sono arrangiati diversamente.


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