Sono Nicoletta Maffezzoli e Bianca Malfer le prime due donne ad entrare, dopo ben cinque secoli e mezzo, nel consiglio generale della corporazione degli antichi originari, che detiene i diritti esclusivi di pesca sulla cosiddetta Peschiera del Vò.
Il voto e le elezioni della Corporazione
È stato uno spoglio laborioso quello delle schede votate nella vicinia natalizia della Corporazione. C’è voluto più di una settimana. E c’è stata incertezza sino all’ultimo sulla stessa legittimità del voto: per un disguido postale quasi duecento soci «originari» non avevano ricevuto il certificato elettorale.
Gli scrutatori si sono riuniti due volte. Poi la decisione: votazione valida. Del resto, l’afflusso al seggio allestito sotto il tendone ristorante del Natale tra gli olivi, sul lungolago, è stato comunque altissimo.
Di solito a votare ci andava una cinquantina di persone. Stavolta i votanti sono stati 153 («un record», ha commentato il presidente Fabio Gaggia) e hanno espresso complessivamente preferenze per ben 76 candidati.
La scelta della tenda-cucina come sede di seggio era stata quanto mai azzeccata. In calce al certificato elettorale c’era un «buono valido per il baccalà degli originari».
Tradizione e usanze della Corporazione
Sotto il tendone si cucinava infatti polenta e baccalà, com’è nella tradizione dei momenti solenni della Corporazione. Qualcuno potrà anche restare perplesso di fronte a una simile usanza: pesce di mare per il paese dei pescatori d’acqua dolce?
Ma riflettendoci un attimo, la faccenda non è poi così strana: nei giorni di festa si mangiano cibi rari, inusuali, fuori dagli schemi, e dunque per i pescatori gardesani cosa poteva esserci in passato di più «esotico» d’un piatto di baccalà marinaro?
Origine dei cognomi e famiglia Malfer
A proposito di baccalà, a Garda spesso ci si conosce col soprannome del ceppo familiare, soprattutto in considerazione che alcuni dei cognomi «originari» sono diffusissimi: è il caso dei Malfer, dei Monese, dei Maffezzoli.
Ebbene, un ramo dei Malfer è detto «Baccalà», e sono ben tre i Malfer «Baccalà» eletti nel consiglio della Corporazione: Ettorino, probabilmente il più celebre fra i pescatori del lago, ma anche il più titolato in assoluto fra i vogatori che hanno corso sulle «bisse» da regata, il fratello Alberto, bancario e anch’egli ottimo rematore, più volte vincitore della «bandiera del lago» e tuttora in attività, nonché la sorella Bianca.
I membri eletti del consiglio
Ma vediamo quali sono, uno per uno, i quindici eletti. Il verdetto dell’urna è stato questo: primo degli eletti Fabio Gaggia, vicesindaco e presidente uscente della corporazione (ha ottenuto 101 voti), seguito da Gigi Monese (segretario in carica), e poi, nell’ordine, Ettore Malfer, Franco Crescini, Claudio Malfer, Mario Monese, Pierfrancesco Maffezzoli, Giuseppe Tondini, Ivano Monese, Alberto Malfer, Nicoletta Maffezzoli (è la moglie di Gaggia), Rino Maffezzoli, Bianca Malfer, Raffaele Monese e Matteo Malfer.
Quest’ultimo ha ottenuto lo stesso numero di voti di Omar Simonelli (43), ma che l’ha surclassato per motivi d’età: a parità di preferenze, passa il più anziano.
Sono rimaste fuori dal consiglio per pochissimi voti le altre tre donne che si erano candidate in questa «storica» vicinia: Livia Monese (42 preferenze), Stefania Pasotti (41) e Camilla Monese (40).
Significato storico e prima volta
Perché «storica»? L’abbiamo detto: perché era la prima volta, dal lontano 1452, data di nascita della Corporazione, che le donne potevano avere diritto di voto. E scusate se vi pare poco.


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