È stata presentata “in casa” del presidente del Club Pesce di lago, Camillo Tomaselli, al “Porto” di Moniga, la 18° edizione della “Rassegna enogastronomica del coregone, del pesce di lago, del chiaretto e dell’olio extravergine di oliva” organizzata dal Club Pesce di lago sotto l’egida dell’”Accademia Brescia a tavola”.
In programma dal 9 febbraio all’8 aprile 2001. Un’iniziativa che fino a poche settimane orsono sembrava avviarsi verso il dimenticatoio, ma che poi, e per fortuna, il senso del rispetto verso una tradizione, che da 18 anni porta avanti la promozione di prodotti tipicamente originari della zona, ha fatto prevalere.
E così, fino al 18 aprile prossimo, in 10 ristoranti del Garda bresciano verranno proposti piatti eccezionali fatti con prodotti della tradizione locale e gardesana. Alla presentazione ufficiale della rassegna, svoltasi “in casa” del presidente del Club Pesce di lago, Camillo Tomaselli, al “Porto” di Moniga, erano presenti gli assessori provinciali, Giampaolo Mantelli per l’Agricoltura, e Mauro Parolini per i Lavori Pubblici e Pubblica Istruzione, con loro i rappresentanti di alcune scuole professionali dell’agricoltura bresciana.
Fra i ristoranti aderenti sono state riscontrate alcune defezioni, come quella del ristorante Splendid Sole di Manerba, nei cui locali nacque, oltre 20 anni orsono, la prima bozza di rassegna allora chiamata “Sagra del coregone”.
Al suo posto una new entry, il “Lugana Parco al lago” di Lugana di Sirmione, che conferma così la volontà degli organizzatori di allargare gli iniziali confini territoriali della Valtenesi.
Per quanto riguarda invece i chiaretti da abbinare a questi piatti di pesce di lago, non esiste più l’obbligatorietà dell’adesione di un ristretto numero di cantine aderenti alla rassegna.
Tutto viene lasciato alle decisioni degli stessi ristoratori, i quali possono scegliere quei chiaretti che più li aggradano. Unica norma da rispettare è quella dell’obbligatorietà di almeno 4 tipi diversi di chiaretti in tavola.
Fra i sostenitori, è da segnalare la partecipazione della neonata “strada dei vini bresciani del Garda” e del “Consorzio Garda Uno”.
Inutile dire la soddisfazione di Mantelli e Parolini nel vedere l’impegno che cuochi, ristoratori, produttori di vino e di olio, hanno dimostrato nel proporre alcuni tra i principali e migliori prodotti della terra e del Garda bresciano.
“Questo lago è riconosciuto come il più pulito tra i grandi bacini europei, grazie anche a quell’efficiente impianto per il trattamento centralizzato dei reflui fognari dei comuni rivieraschi, realizzato, gestito e curato dal Consorzio Garda Uno” – ha affermato il presidente Camillo Tomaselli – “ottenuto mediante un processo biologico a fanghi attivi”.
Per questo, l’ambiente lacustre rappresenta l’habitat ideale per varie specie di fauna ittica, quali ad esempio la trota, il carpione, l’anguilla, il luccio, il persico, la sardine, la tinca, il cavedano ed il coregone.
Notevole il contributo per l’incremento della pescosità del lago e quindi anche per la ripresa dell’attività professionale di pesca, giunto dall’ Amministrazione Provinciale attraverso l’Assessorato alla pesca, di Alessandro Sala, rappresentato da una sua Guardia Provinciale, che alcuni anni orsono ha avviato un programma di ripopolamento attraverso la fecondazione artificiale nell’incubatoio di Peschiera del Garda, in attesa del nuovo impianto che dovrà sorgere a Desenzano del Garda, che permette ogni anno di immettere nelle acque del Garda decine di milioni di avannotti di coregone e di ragani di anguille.
L’importante iniziativa, da poco avviata, permette una produzione di avannotti di carpione, di circa 15.000 unità ogni anno.


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