Il Tenace non è certo l’unico relitto sul fondo del Garda. In val di Sogno una imbarcazione in ferro lunga 37 metri, originaria di Mantova, è meta frequentatissima dai sommozzatori della sponda veronese. Davanti alla cartiera di Toscolano c’è una bettolina, fra Desenzano e Salò un piccolo battello. Nel 1891 davanti a Campione è affondato un barcone che trasportava quotidianamente le donne a lavorare al cotonificio Olcese, dai paesi della riviera di Brenzone.
Riconversione e considerazioni ambientali
Altra considerazione: il Tenace è ferro e basta, non ci sono motori, nè morchia, nè benzina. Gli Amici della Terra, il cui presidente Paolo Barbagli col suo intervento ha innescato il dibattito, potrebbero aver nutrito preoccupazioni eccessive. In fondo al lago giacciono ancora tonnellate di caolino scaricate dalle cartiere e tonnellate di fanghi depositati per anni dai depuratori delle fognature, prima che la tecnica riuscisse a farli funzionare a dovere.
L’opera di ripulitura potrebbe interessarsi in via prioritaria di quei depositi. Infine Luciano Rigatti, ingegnere e sommozzatore, suggerisce di usare il Tenace come zavorra a fondo, per ancorarvi dei pontili galleggianti, sicuramente utili in occasione di regate.
Proposte di riutilizzo e sogni a lungo termine
Ma potrebbe essere la volta buona per realizzare un vecchio sogno accarezzato fin dai tempi della direzione Bondavalli all’Amsea. Agganciando una pompa elettrica al Tenace sommerso, si potrebbe sparare in alto uno zampillo d’acqua, come a Ginevra.


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