Ventisettesima festa del lago al porto di Pacengo. Promotori, come sempre, i marinai del gruppo Leonello Parolini di Lazise con a capo l’instancabile Giovanni Olivetti. È una cerimonia assai sentita dai marinai e dalla gente di Pacengo perché raccoglie in sé tradizioni popolari e religiose. Si perde infatti nella notte dei tempi questo rito, il quale vuole ricordare il bene e il male del lago. Esso infatti ha prodotto, e tuttora produce, ricchezza per chi va per lago a pescare. Il lago però, così come è generoso, è altrettanto pericoloso per la sua stessa natura, tratta da origini glaciali e pertanto incontrollabili ed imprevedibili. Ecco quindi il perché del rito della benedizione del lago e della deposizione di una corona di alloro nelle acque del porto. Un segno propiziatorio per chi vive sulle sue sponde, affinché sia ricco di pesca e allo stesso tempo non ribelle. La corona di alloro a ricordo perenne di quanti a causa delle sue acque hanno perduto la vita in tempo di pace e in tempo di guerra. Ecco il programma di domani: ore 9.45 riunione in piazza Alberti, al monumento ai caduti. Alzabandiera con accompagnamento della banda musicale di Peschiera. Ore 10.30 messa al porto celebrata dal parroco di Pacengo don Sergio Fratucello. Quindi recita della preghiera del marinaio e partenza in barca. Sulla barca, mossa a voga dai marinai, troverà posto anche il parroco, il quale giunto al largo benedirà le acque del lago e immergerà con i marinai la grande corona di alloro. Alle ore 12.45 rancio sociale dei marinai in un noto ristorante del luogo. ()


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