mercoledì, Febbraio 18, 2026
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Bricole e pali hanno perso il fissaggio al fondo. Nuovo ancoraggio per i battelli

Il lago ha inghiottito i sassi, pontile inagibile

Attività di scarico e tensioni ambientali

I camion dell’ impresa Collini scaricano roccia, sassi e terriccio con regolarità svizzera ormai da settimane. Il lago ingoia, indifferente e verdastro, senza fare una piega, anzi un’onda. I rivani scettici puntano sul lago, convinti come sono che l’unico risultato concreto sia quello di evitare l’attraversamento del perimetro urbano a colonne e colonne di grossi camion da cantiere, polverosi e puzzolenti. Quanto alla dichiarata possibilità di allargare davvero la passeggiata, chi vivrà, vedrà.

Da ieri intanto anche il pontile più a sud della Navigarda è stato dichiarato inagibile e naviga verso la demolizione. Le bricole, ossia i grossi pali legati tre a tre, basta il movimento tranquillo dell’onda per farle dondolare. Ma anche il piano di calpestio del pontile ondeggia, a causa del cedimento di due pali (sei in tyutto) che lo sostengono sull’acqua.

Stato strutturale del pontile e interventi di messa in sicurezza

I massi di discrete dimensioni scaricati alla fine della guerra, quand’è stata costruita la circonvallazione, su cui erano stati piantati i sostegni del pontile, a causa della pressione esercitata dal materiale proveniente dal nuovo scavo, sono scivolati in basso. I sommozzatori dei Vigili del fuoco di Trento, intervenuti ieri in mattinata per un’ispezione, hanno verificato che il fondale è roccia pulita, mondata: ne consegue che i sostegni sono solo poggiati, ma non bloccati, sul fondo.

Appunto: basta la carezza dell’onda perché tentennino. La decisione della Navigarda, seguita alla preoccupata segnalazione di Giancarlo Angelini, è stata di mollare immediatamente l’ormeggio e cercarne uno alternativo per i battelli (Torbole?) in attesa che la Provincia provveda.

Interventi di emergenza e attività della Navigarda

A sua volta, l’ Ufficio idraulico ha requisito un po’ di piazzale ai giardini della Spiaggia degli Olivi per montare in tutta fretta, entro il 2 giugno, un molo galleggiante da 40 metri che poi verrà calato in acqua nel canale e trascinato fino a sud della casa Rossa, per offrire alla Navigarda l’ormeggio alternativo. Il secondo inabissamento non ha avuto altre conseguenze: i camion continuano a scaricare. Il braccio di ferro col lago continua.

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