sabato, Novembre 29, 2025
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Il Dipartimento ricerche e studi ha ricevuto il documento da un privato. L’11 settembre ’34 chiese la grazia al re per un tenente sotto inchiesta

Ritrovata una lettera di Mussolini

Il Drs, Dipartimento ricerche e studi di Peschiera, simposio di appassionati di indagine storica da poco nato nella cittadina arilicense, ha messo a segno il primo colpo: il ritrovamento di un documento storico di eccezionale interesse, con data che cade proprio l’11 settembre di 67 anni fa. Si tratta di una lettera autografata dal duce, con la quale viene fatta una relazione al re su una singolare «grazia» nei confronti di un ufficiale di fanteria. L’episodio cade storicamente in un momento particolare. Il giorno 10 settembre 1934, venne istituito ufficialmente il sottosegretariato per la stampa nazionale e venne affidato a Galeazzo Ciano, genero di Mussolini. Il giorno dopo il Duce si dedicò ad un’altra faccenda molto particolare: l’amnistia, in qualità di ministro della Guerra, di un ufficiale di complemento, accusato di vendere sostanze mediche senza la debita autorizzazione. La singolarità sta nel fatto che Mussolini intervenne direttamente a difesa del militare, abolendo di fatto una sanzione già definita dal Consiglio disciplinare. Di quella pagina dimenticata di storia ne sono riaffiorate le tracce. Il singolare documento, datato Roma 11 settembre 1934, è redatto su carta intestata del ministero della Guerra «divisione disciplina», ovvero il reparto incaricato a seguire gli atti sanzionatori. Il testo è battuto a macchina meccanica su nastro nero ed inizia rivolgendosi a Re Vittorio Emanuele con il classico «Sire». Poi procede con «il Tenente di complemento in oggetto, sottoposto a procedimento penale per la vendita di cocaina senza la prescritta licenza, è stato in definitiva prosciolto da tale imputazione per intervenuta amnistia. Il Consiglio di disciplina adunatosi a Palermo il 7 luglio 1934, lo ha giudicato non meritevole di conservare il grado, ad unanimità. Senonché, dal testo della sentenza, si ricavano elementi per dubitare seriamente della colpevolezza dell’ufficiale. D’altro canto, testimoni autorevoli e degni di fede, affermano che egli è galantuomo e che il procedimento penale da lui subito è frutto di volgare calunnia. Ottime sono le informazioni fornite sul suo conto dai carabinieri reali. Infine, il segretario federale del Partito nazionale fascista comunica di avergli concesso la tessera, in data 29 ottobre 1932. In considerazione di quanto precede, ho determinato di mitigare il verdetto contrario del Consiglio di disciplina, definendo la sua posizione con una ordinaria sanzione disciplinare e, nel tempo stesso, di revocare la sospensione precauzionale del grado, a lui precedentemente inflitta. In tal senso mi onoro sottoporre alla augusta sanzione della maestà Vostra». Firmato Mussolini. Il curioso documento è stato consegnato agli studiosi di Peschiera da un cittadino che lo ha ritrovato in alcuni vecchi libri dimenticati del tempo; una piccola ma curiosa pagina di storia che si aggiunge alla mole di eventi accaduti nel corso del ‘900.

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