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Le limonaie possono divenire «monumenti nazionali» per meglio tutelarle? La proposta, rimbalzata sabato scorso a Desenzano, dove si è tenuto un convegno organizzato dalla Commissione Pari Opportunità,,,

Le limonaie «monumenti ambientali»

Le limonaie possono divenire «monumenti nazionali» per meglio tutelarle? La proposta, rimbalzata sabato scorso a Desenzano, dove si è tenuto un convegno organizzato dalla Commissione Pari Opportunità e dal Comune di Desenzano, ha trovato più di un consenso. A cominciare da quello espresso da Bruno Faustini, presidente della Comunità montana Alto Garda.

Opinioni e iniziative di tutela

«Le limonaie con i fienili di Cima Rest sono delle pertinenze architettoniche uniche e originali sulle quali già vige la tutela della Soprintendenza. Noi chiederemo di valorizzarle ancor di più: ci troviamo quindi d’accordo che possano rientrare tra i monumenti nazionali».

Faustini ha ricordato che «molti dei professionisti presenti al convegno già lavorano per la Comunità montana, mentre è allo studio la creazione di percorsi guidati per le scolaresche proprio tra le limonaie e gli altri resti di una civiltà antica che va riscoperta e valorizzata». L’iniziativa si concretizzerà nel Centro visitatori del Parco, che aprirà i battenti nei primi mesi del 2002.

Il ruolo della limonaia nel turismo e nella storia

Anche per Alberta Cazzani, del Politecnico di Milano, «il futuro delle limonaie è il loro inserimento in un circuito museale da offrire a quella frangia di turismo colto che soggiorna sulle rive del Garda». La docente ha poi ricordato come l’economia dell’alto Garda, dal XIV secolo fino all’Ottocento, ruotasse attorno alle limonaie e alla loro produzione: addirittura, da Desenzano (via ferrovia) una discreta produzione di limoni raggiungeva San Pietroburgo, nell’impero russo.

Tra gli interventi, quello dell’architetto Giovanni Cignognetti, già sindaco di Salò, il quale ha sottolineato che «le limonaie rappresentano un approccio al problema di costruire, un modo di utilizzare il territorio estremamente attento, che costituisce per noi una grande lezione sul modo di operare nell’ambiente: è una lezione che dobbiano ricordare e trasmettere ad altri».

Il convegno e la sua organizzazione

Il convegno, durato l’intera giornata, è stato condotto da Maria Ida Germontani e coordinato da Marialuisa Monesi e Sira Savoldi. Delicata la scenografia nelle sale del palazzo del turismo e nel porto Vecchio.

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