Torna la «Regata pazza». Come tradizione scatta a Ferragosto nello specchio d’acqua antistante il centro nautico Acquafresca l’ottava edizione della più assurda competizione nautica del Benàco. Alla regata pazza è ammesso qualsiasi oggetto galleggiante purché realizzato rigorosamente senza l’utilizzo di materiali e attrezzature nautiche. Vietato l’uso di scafi, tavole da surf, vele, remi, pinne e canotti mentre saranno accettati tutti i sistemi di propulsione non a motore vale a dire vele e remi non tradizionali, pedali, pale, eliche. L’iscrizione è gratuita e va presentata alla segreteria della Polisportiva Fior d’Olivo entro mezzogiorno di ferragosto. Il campo di regata misura circa 200 metri, in pratica il perimetro fronte lago del circolo Acquafresca, per una «competizione» che partirà alle ore 15. Ricchi e assortiti i premi con l’assegnazione del trofeo Pazzo all’imbarcazione più creativa, la coppa Narciso allo scafo più votato dal pubblico, e il trofeo Ferragosto per l’equipaggio più numeroso. Partita per gioco dalla fantasia della Polisportiva Fior d’Olivo la manifestazione è diventata un appuntamento cult dell’estate gardesana. «Sono sempre più gli equipaggi che decidono di mettersi alla prova con imbarcazioni davvero strampalate tanto che lo scorso anno abbiamo raggiunto il record delle iscrizioni», afferma Giulia Seppi segretaria del circolo nautico di Brenzone. Primato che viste le domande ad oggi pervenute al circolo dovrebbe essere polverizzato in questa ottava edizione. Già alcuni equipaggi da alcuni giorni sono al lavoro presso lo stesso centro nautico Acquafresca per assemblare il natante più originale. Giova ricordare, in attesa di vedere all’opera i nuovi sfidanti, i vincitori ma soprattutto le barche delle ultime due edizioni. A imprimere il sigillo vincente nel 2000 furono Nadia e Marcello Galletti di Cassone a bordo della Foxi, uno scafo costruito con un bancale di legno tenuto a galla da uno strato di polistirolo e al centro una rudimentale vela di nylon. L’anno scorso vinsero invece nove ragazzi di Pescantina pronti a spingere a nuoto le loro tavole colorate unite con dello spago. Giuria che assegnò la palma di Narciso alla Pravana Jizni, barca di carta degli «Amici per la vita» costruita da Antonio e Michele Tognoli di Verona. Il premio Leonardo da Vinci andò agli ingegnosi Arno e Mina Pernthaler, due bambini altotesini a bordo della Be-free costituita da bottiglie vuote, nylon da pacchi e canne da bambù. Premio speciale per i due più piccoli concorrenti: Martina Tedeschi, 5 anni, a bordo del “Lavandino jet” e del fratello Matteo, otto anni, sul Reef: una sedia a sdraio tenuta a galla da bottiglie di plastica.


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