Un uragano da 105 milioni di euro: a tanto ammonta la scomoda eredità lasciata a una ventina di comuni bresciani dal fortunale abbattutosi sulla nostra provincia nella notte fra il 3 e il 4 agosto. Un conto salatissimo, dal quale mancano tra l’altro i danni – gravissimi – che grandine, tromba d’aria e pioggia torrenziale hanno portato all’agricoltura soprattutto nell’area della Valtenesi. Se a questi aggiungiamo i danni causati in altri comuni, che non hanno però raggiunto la soglia del 35% della produzione lorda vendibile (oltre la quale, secondo la legge, è possibile ottenere i risarcimenti) e quelli ai privati, la stima dei 250 milioni di euro indicata dalla Provincia e confermati giovedì dall’Anci non appare così remota. In ogni caso, un disastro, di fronte al quale i sindaci dei paesi colpiti hanno trovato un’inedita unità d’intenti per ottenere ascolto. A tirare le file il comune di Manerba, che ieri ha ospitato una conferenza stampa alla quale sono intervenuti gran parte dei primi cittadini dei comuni coinvolti, suddivisi in tre grandi fasce: la Valtenesi, la bassa Valsabbia e l’hinterland bresciano. L’obiettivo era quello di rendere noti i dati ufficiali, nonchè alcune richieste da avanzare unitariamente al Governo in occasione della prima riunione del Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, fissata per il 4 settembre. All’ordine del giorno ci sarà la decisione sul decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza nelle aree colpite all’inizio del mese dagli eventi meteorologici, con il conseguente stanziamento di fondi. Un’occasione che richiede una posizione quanto più possibile unitaria: e a questo proposito una nuova riunione è fissata a Lazise il 29 agosto, alla presenza di un membro del Governo. Eccoli quindi, i numeri della catastrofe: li ha presentati il sindaco di Manerba Isidoro Bertini, annunciandoli come la «somma sintetica delle denunce presentate dai cittadini nei comuni colpiti». In testa c’è la Valtenesi (compresi i comuni di Calvagese e Muscoline), con quasi 60 milioni di euro concentrati soprattutto nei danni ai privati (27 milioni) e in quelli alle attività produttive (23 milioni); segue la bassa Valsabbia (Paitone, Nuvolera, Prevalle, Gavardo, Botticino e Serle), con 44 milioni di euro (qui i danni alle attività, 20 milioni, sono prevalenti) e infine la fascia dell’hinterland (con i comuni di Nave, Monticelli,Trenzano, Erbusco, Castrezzato, Cellatica, Ome, Concesio e Rovato) con poco più di un milione di danni. Complessivamente, opere e strutture pubbliche hanno riportato danni per 14 milioni di euro. A preoccupare di più è la situazione dei privati cittadini: a loro favore i sindaci hanno sottoscritto un documento proposto dal sindaco di Muscoline Aldo Zabbialini. «Al contrario delle attività produttive, i privati cittadini non hanno rappresentanza – ha detto -. Per questo abbiamo ritenuto di elaborare un documento che chieda al Consiglio dei ministri di prevedere la possibilità, per i cittadini che hanno avuto danni all’abitazione, di vedersi riconosciuta un’agevolazione tramite il credito d’imposta. Questo se possibile già a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, ovviamente dietro presentazione di fatture giustificative». La situazione di molti cittadini privati è stata definita gravissima anche dal sindaco di Moniga Massimo Pollini. «Il credito d’imposta non basta, ci vorrebbero forme di contribuzione diretta, che pure la legge prevede». Altro problema di non poco conto sul campo è quello dello smaltimento dei rivestimenti in eternit nelle zone industriali. «Serve un intervento governativo sulle discariche autorizzate per la creazione di un canale privilegiato – ha detto Zabbialini -. I prezzi stanno salendo, e il rischio è quello di ritrovarsi con il territorio disseminato di amianto, con gravissimi danni per la popolazione». Una situazione estremamente difficile, quindi, di fronte alla quale, ha detto Bertini, «serve la solidarietà delle istituzioni e dei parlamentari bresciani, che tengano viva la nostra questione a Roma». Impegno assicurato dal vice-presidente della Provincia, Corrado Ghirardelli, che ha anche ricordato lo stanziamento provinciale di 500 mila euro per le prime emergenze. «Tutto quello che si doveva fare è stato fatto – ha detto-. Non credo ci saranno grossi problemi per i risarcimenti, a parte il fatto che sicuramente saranno inferiori alla cifra richiesta. L’importante è che il decreto del governo sia comunque il più completo possibile, e che i finanziamenti arrivino presto».


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