L’apolipoproteina di Limone si conferma una delle scommesse del futuro per combattere le malattie cardiache. La notizia arriva dagli Stati Uniti, più esattamente da uno studio pilota pubblicato sull’ultimo numero della rivista Jama (Journal of Medical American Association), nel quale un’equipe medica americana afferma di esser riuscita a rimuovere la placca dalle pareti delle arterie di malati usando un approccio ispirato alla inconsueta condizione di alcuni abitanti della cittadina gardesana. Lo studio si incentra sul cosiddetto colesterolo «buono» o Hdl (lipoproteina ad alta densità), che contribuisce a liberare la placca dalle arterie a differenza del colesterolo «cattivo» o Ldl (lipoproteina a bassa densità), che al contrario ne provoca l’accumulo. A Limone, come è noto, una trentina di anni fa venne scoperto che una quarantina di abitanti avevano livelli eccezionalmente bassi di Hdl pur non mostrando la particolare propensione alle malattie cardiache che i medici si aspettavano di riscontrare in soggetti del genere. A proteggere gli abitanti di Limone dalle malattie cardiache era infatti una forma unica e particolarmente potente di colesterolo «buono», che venne battezzato Apo A-1 Milano (Aim), l’ormai celebre apolipoproteina. I ricercatori della Cleveland Clinic Foundation, guidati da Steven Nissen, hanno trasformato la «Apo A-1 Milano» in un farmaco sperimentale e lo hanno somministrato a trentasei pazienti negli Usa. Altri undici pazienti hanno ricevuto placebo. Tutti e quarantasette i soggetti dell’esperimento avevano gravi forme di aterosclerosi. Per i 36 malati che hanno ricevuto la proteina limonese i risultati sono stati estremamente positivi: dopo appena cinque infusioni settimanali della lipoproteina i pazienti hanno subito una riduzione in media del 4 per cento della placca. «Il 4 per cento può non sembrare gran che, ma in effetti rappresenta un accumulo di parecchi anni sulle pareti delle arterie», ha spiegato alla rete AbcNews Daniel Rader, dell’Università di Pennsylvania, che ha recensito lo studio sulla rivista medico-scientifica. I ricercatori non hanno riscontrato effetti collaterali nello studio. Il passo successivo, ha spiegato Nissen, sarà di estendere lo studio e prolungarlo per accertare, tra l’altro, se in dosaggi maggiori la somministrazione della lipoproteina A1 Milano contribuirà a maggiori riduzioni della placca. Secondo Nissen ci vorranno comunque fra tre e cinque anni prima che questo tipo di protezione possa approdare sul mercato.


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