Domenica sui sassi del Monte Baldo sarà di scena Tom Perry. L’alpinista vicentino – ma quasi veronese per amore, visto che ha sposato la colognese Marina Gianesini – che si è inventato uno sport estremo: la discesa dalle montagne a piedi nudi. A mezzogiorno il quarantaquattrenne agente della polizia provinciale vicentina Antonio Peretti (il suo nome d’arte nasce dalla contrazione del cognome in assonanza con il nome di due personaggi dei cartoni animati, Tom e Jerry, amati dai suoi tre figli), vestirà i panni di Tom Perry, avviandosi con addosso solo un paio di pantaloncini giù dal rifugio Telegrafo. Non sa ancora se verso il lago, con bagno finale, o verso Ferrara. Lo deciderà al momento, dopo aver verificato lungo quale dei due percorsi ci sono le pietre più acuminate. «Perchè», spiega, «io vado solo dove i sassi sono padroni». Bastano queste parole per inquadrare un personaggio che in due anni ha inanellato una serie di performances una più estrema dell’altra. La sua prima discesa senza scarpe l’ha fatta sul Carega, dal Fraccaroli allo Scalorbi, il giorno di Ferragosto del 2002. Poi nello stesso anno si è ripetuto sul Pasubio, il Cengio ed il Cristallo, non mancando di esibirsi anche d’inverno, sulla neve, e sul Sinai, in Egitto. Nel 2003 ha invece domato il Gran Sasso («la discesa finora più difficile, perchè lì le pietre sono davvero molto taglienti», spiega) ed è sceso scalzo – dovendo poi sfuggire ai poliziotti egiziani, rischiando l’arresto, perchè non era autorizzato – anche dalla piramide di Cheope. Il maltempo non gli ha invece permesso di ripetersi sul vulcano di 5.000 metri Tungurahua, in Ecuador. Un insuccesso che lo ha spinto ad osare ancora di più. Dopo aver compiuto alcune discese sulle Dolomiti, ha affrontato alla sua maniera una decina di giorni fa il Kilimangiaro, la vetta della Tanzania che con i suoi 5.895 metri è la più alta dell’Africa. «È stata l’impresa più bella», dice, «anche perchè adesso nessuno può più parlare di me come di un podista. Prima di scendere, il Kilimangiaro l’ho dovuto scalare, per cui adesso, dopo aver fatto un Seimila, credo proprio che anche i puristi debbano considerarmi come un alpinista vero e non solo come un eccentrico frequentatore delle montagne». Lui, d’altro canto, non si sente nè un eccentrico nè, men che meno, un esibizionista. «Queste cose», racconta, «le faccio perchè voglio capire quali sono i miei limiti ma anche per dare un esempio e un messaggio ai giovani, quello che con la forza di volontà ed il sacrificio si possono fare grandi cose. Il capitalismo e la diffusione della tecnologia ci hanno fatto perdere molti valori importanti e per questo ora si vedono tanti ragazzi che si adagiano e vivono nell’apatia, spero che vedendomi capiscano che invece l’impegno può far compiere a chiunque delle imprese che sembrerebbero impossibili». Imprese come quelle di volteggiare a piedi nudi sui sassi acuminati. Ma non sente male? «Per il primo quarto d’ora il dolore è fortissimo», dice, «ma poi riesco con la concentrazione a ridurlo sino ad annullarne del tutto la sensazione, tanto che mi sembra di avere gli scarponi indosso. Con la mente riesco d’altronde a controllare bene il mio corpo, tanto che sono riuscito a restare all’aperto in pantaloncini e maglietta a dieci gradi sottozero». Resta da vedere se i sassi del Baldo si dimostreranno in grado di impensierire l’«alpinista scalzo». Di sicuro lui comunque anche qui, in quello che definisce come un fuori programma deciso per far contenti i tanti amici che ha nel Veronese, metterà in scena il suo personale, ed unico, show. Uno spettacolo nel quale sarà accompagnato da uno stuolo di ammiratori. Saranno infatti almeno un centinaio gli amici del «clan» Tom Perry che arriveranno sulla montagna veronese al suo seguito e, al termine della discesa a piedi nudi, prepareranno il minestrone per tutti. Anche questo, in fondo, nello spirito di chi ama la montagna.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







