È stata protocollata il 9 gennaio la lettera con la quale il Comando dell’organizzazione penitenziaria militare che ha base a Sulmona comunica al Comune che dal primo gennaio di quest’anno viene chiusa «ogni attività, nei locali ubicati in via XXX Maggio numero 8, relativa alle caserme XXX Maggio e La Rocca». È dunque iniziata la dismissione, anche dal punto di vista della competenza, del carcere militare e dell’attigua struttura un tempo utilizzata per gli alloggi dei militari in servizio. «Già da qualche anno la struttura non era più utilizzata come carcere», dice il sindaco di Peschiera, senatore Umberto Chincarini, «con questo documento, che corrisponde alla denuncia di cessazione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, si può dire che inizi ufficialmente l’iter attraverso il quale la competenza di queste due caserme passerà dall’esercito al demanio». Carcere militare vuoto, dunque, non solo perché i militari non ci sono più ma anche perché nessuno produce rifiuti da smaltire. Una delle prime conseguenze di questa situazione è la maggiore facilità con cui, sostiene il sindaco, si potrà procedere alla demolizione del muretto di recinzione. «Abbiamo votato in Giunta questo intervento perché la documentazione in nostro possesso ci ha portato alla conclusione che quel muretto è stato costruito in funzione del carcere, quindi molti anni dopo la realizzazione dell’edificio da parte degli austriaci». «La proprietà dello Stato», sottolinea Umberto Chincarini, «coincide e finisce, secondo noi, proprio con la caserma; la recinzione invece sorge su un’area comunale. Dopo la lettera del comando di Sulmona penso sarà ancora più semplice ripristinare la via XXX Maggio così come era nell’epoca austriaca». Nelle ultime settimane proprio la XXX Maggio e La Rocca, insieme a Forte Ardietti e a un’area in località Borgo Secolo, sono stati individuati dallo Stato come proprietà dismissibili. La decisione aveva suscitato preoccupazione in alcuni professionisti del settore, che a tale proposito avevano organizzato un incontro sul tema «Peschiera in vendita». Alla serata non aveva preso parte nessun esponente dell’amministrazione e lo stesso Chincarini era intervenuto nei giorni seguenti per precisare che la cessione di beni storici di questa portata era tutt’altro che decisa. «Su questi edifici sono state spese molte parole. Ma forse non molti sono a conoscenza del fatto che, una volta deciso di non utilizzarla più come carcere militare, la XXX Maggio ha corso il rischio di diventare carcere civile». «Dico corso il rischio», ribadisce il senatore, «perché non saprei come meglio definire un progetto simile, che avrebbe collocato in centro, in un’area dalla viabilità condizionata, niente meno che un penitenziario civile». «Per questo», continua Chincarini, «prima di parlare di ipotesi cerchiamo di seguire l’evolversi delle vicende con attenzione. La crisi di spazi carcerari c’è ancora e mi pare troppo presto per preoccuparsi ora di quale destinazione potrebbe avere questa struttura. Aspettiamo che lo Stato definisca il passaggio della sua competenza al demanio».


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