Si apre domani la tradizionale sardellata, quattro giorni di festa sul lungolago del paese con degustazione di sardine e vino. Si chiuderà infatti martedì la manifestazione, che quest’anno è stata programmata con notevole anticipo rispetto alle passate edizioni, come spiega l’assessore alle manifestazioni, Antonio Pasotti. «Poiché ci sarà la partecipazione della scuola alberghiera di Bardolino», dice, «è stata fissata la data per inizio giugno invece che alla fine, prima che si concluda l’anno scolastico». La festa del plenilunio è organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione ristoratori, la Cooperativa fra Pescatori, l’associazione Bissa la Rocca, la Corporazione antichi originari, la Lega navale e l’associazione sportiva El matross. Nelle quattro giornate di manifestazione, dalle 19 a mezzanotte in largo Pisanello, sotto il tendone allestito sul lungolago tra il palazzo dei congressi e l’arena dei giardini, Corporazione antichi originari, lega bisse e cooperativa fra pescatori, organizzano la consueta degustazione di pesce e musica dal vivo aperta al pubblico. Martedì alle 20 invece, nella piazza del Comune, un’area sarà adibita a un galà con cena a pagamento a cura dell’associazione ristoratori di Garda, in collaborazione con l’istituto alberghiero. Sempre martedì, ultima sera di manifestazione, si svolgerà al monte sommerso del Vò, segnalato appunto dal «Pal del Vò», il tradizionale ritrovo di barche in mezzo al lago, nel quale si rievocano le battute di pesca alla sardella dei secoli passati; verranno distribuiti piatti tipici preparati dai pescatori. Alle 23,30 si chiuderà la festa con lo spettacolo pirotecnico. In caso di pioggia la manifestazione è rinviata al giorno seguente. La sardellata al Pal del Vò è da anni uno degli eventi di maggior fascino dell’estate gardesana. A promuovere la vecchia usanza di consumare il pesce al largo nelle notti delle mitiche battute di pesca, negli anni Venti, furono personaggi come Berto Barbarani e Angelo Dall’Oca Bianca, esponenti della Verona culturale dell’epoca. Nell’area del Vò si pescava il maggior quantitativo di sardelle, che assicuravano sussistenza ad ampia parte delle familie di Garda. Su quel promontorio subacqueo vantano tuttora diritti di pesca le Corporazioni degli antichi Originari di Garda e Torri.


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