Da ieri mattina la pattuglia della polizia municipale è schierata all’ingresso del piazzale di accesso al depuratore consortile. Gli agenti sono lì per far rispettare l’ordinanza del sindaco Umberto Chincarini, che ha deciso di bloccare l’accesso all’impianto, gestito dal consorzio bresciano GardaUno, dei tir che trasportano liquami: è la risposta politica al rifiuto di Brescia di smaltire i rifiuti solidi urbani provenienti dall’area veronese, in empasse per il blocco della discarica di Pescantina e dell’inceneritore di Ca’ del Bue.Nel solo pomeriggio sono stati almeno 10 i camion che si sono visti costretti a fare marcia indietro, a carico pieno, proprio davanti ai cancelli del depuratore. La situazione ha suscitato non poche proteste da parte degli autotrasportatori, che hanno lamentato anche la mancanza di informazioni sull’ordinanza. A poco sono valse le precisazioni degli agenti, che a tutti hanno fatto presente che i cartelli con l’ordinanza sono stati affissi. Facile immaginare che non siano stati notati, anche per l’abitudine dei camion a compiere quel tragitto verso il depuratore.Sul fronte veronese, la decisione di Chincarini ha registrato diversi consensi, a cominciare da quello dell’assessore provinciale all’ambiente Luca Coletto. «Mi ha chiamato questa mattina», dice il sindaco Chincarini, «e siamo sostanzialmente d’accordo. D’altra parte non è facile comprendere le ragioni del rifiuto a dare una mano in un momento di emergenza, che noi per primi subiamo».Sulla vicenda, però, Brescia continua a tacere. «La politica tace ancora», commenta Chincarini, «ma non per questo noi restiamo fermi, anzi. Proprio questa mattina (ieri per chi legge ndr) mi sono incontrato con il direttore dell’impianto di Peschiera, l’ingegner Mario Giacomelli: insieme abbiamo stilato un elenco di ditte che provengono dalla nostra Regione, i cui camion potranno accedere al depuratore». «Una sorta di griglia di autorizzati che ovviamente include anche i mezzi delle ditte impegnate in questo periodo nei lavori di ampliamento dell’impianto consortile».Una disponibilità particolarmente apprezzata dallo stesso responsabile del GardaUno, che conferma di non aver avuto, nemmeno lui, alcun tipo di contatto con l’amministrazione comunale di Brescia. «D’altra parte noi possiamo solo prendere atto della situazione che si è venuta creare e di decisioni che, per così dire, passano sopra le nostre teste. È già importante», afferma Giacomelli, «poter contare sulla collaborazione con Peschiera, che ci consente di continuare i lavori alla struttura».L’ingegner Giacomelli conferma che il blocco agli automezzi provenienti da fuori Veneto significa impedire l’accesso ad almeno una metà dei camion che quotidianamente trasportano a Peschiera, perché vengano smaltiti, liquami derivati da produzioni agricole e non.«Si tratta di una decina o poco più di camion al giorno e so bene che questo significa per il depuratore un mancato introito. D’altra parte», commenta Chincarini, «il rifiuto di Brescia significa per noi un aumento di spese e quindi il danno economico, a questo punto, è di tutti. L’augurio è che non sia questa la sola cosa che continueremo a condividere».


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