di La terra trema ancora a cavallo tra Garda e Valle Sabbia; la seconda volta nel giro di un mese, e stavolta con scossoni che hanno svegliato di soprassalto un bel po’ di persone. Ieri mattina, alle 5.51’40”, i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3,5 della scala Richter, alla profondità di due chilometri e 200 metri. L’epicentro: 45,677 latitudine nord e 10,557 longitudine est. Le località interessate: San Felice, Salò, Gardone, Toscolano, Gargnano Valvestino, Capovalle, Idro, Vobarno e Roè Volciano.Nessun danno agli immobili o alle persone, non sono caduti comignoli, dai tetti non si è staccato nessun cornicione. Ma tutti, risvegliati con un sobbalzo, hanno provato un grosso spavento. La scossa, durata pochi secondi, è stata avvertita in maniera netta. Qualcuno si è drizzato sul letto, altri (pochi, in verità) hanno preferito scendere in strada, in attesa del peggio.«Io – dirà più tardi una signora – tengo una valigetta appoggiata alla parete della camera, con gli indumenti strettamente necessari. Dopo la brutta esperienza di quattro anni fa, meglio essere pronti a ogni evenienza. Stavolta mio figlio mi ha svegliata, ma, dopo avere trattenuto il respiro per qualche istante, non ci è sembrato il caso di drammatizzare». Ricordiamo che il 24 novembre 2004 la magnitudo fu di 5,2.Lo scorso 17 giugno (martedì, alle 20.22’) e qualche ora dopo (alle 2.10’ della notte) ci furono due scosse: la prima di entità 2,8, la seconda di 2,6. Considerato che ieri si sono raggiunti i 3,5, chiediamo al geologo Piero Fiaccavento se non ci sia da temere il peggio. «No, nessuna paura – risponde l’esperto, che invita alla tranquillità -. Si tratta di una cosa normale in una zona attiva. Nel 2008, tra l’Emilia e la pianura Padana, abbiamo registrato 13 terremoti, tra il 2,3 e il 3,5. E sempre ieri ce ne sono stati in Sicilia, a Milazzo (2,7), e in Liguria (2,5). Bisogna mantenere la calma, e convivere con questa situazione. Consiglio la gente di scendere in strada, e di fermarsi in mezzo a una piazza, evitando di mettersi troppo vicino alle abitazioni». Fiaccavento spiega che esistono due faglie: una scende dalle Giudicarie lungo la Valle Sabbia; l’altra, dal passo del Ballino, si collega con quella del Sarca, e arriva davanti a Toscolano Maderno, dove si divide (una punta verso il golfo di Salò, le altre verso l’isola Cavazza e Manerba). «La sponda veronese del Garda spinge sotto la bresciana, e questa, a sua volta, si accavalla sopra – conclude il geologo-. Così le fratture trasversali provocano vibrazioni. Ma non è il caso di temere. La terra è sempre in movimento».


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