Adelaide e i Longobardi approdano ai caffè letterari del Natale tra gli olivi. Domani alle ore 18, viene presentato il volumetto «La Rocca di Garda fra mito, storia e leggenda», che racchiude la narrazione delle vicende del castello altomedievale in cui fu imprigionata Adelaide di Borgogna, regina d’Italia e poi imperatrice, la biografia di quest’importante donna del medioevo europeo, nonché l’illustrazione dell’itinerario longobardo che si dipana fra Garda e Bardolino, alla scoperta di antiche chiesette e resti di manieri millenari.
Luogo e organizzazione dell’evento
Dov’è che si svolge la presentazione? Ma all’hotel Regina Adelaide, ovviamente: poteva forse esser diversa la scelta? A coordinare l’edizione del libretto adelaidiano è stato Fabio Gaggia, vicesindaco e assessore alla cultura a Garda, responsabile del progetto Adelaide ’99 (voluto dalle Amministrazioni comunali di Garda e Bardolino e dalla Provincia di Verona), nonché tra i maggiori esponenti del panorama culturale benacense.
«Si tratta», dice Gaggia, «di una rivisitazione di un volumetto che già avevamo pubblicato due anni fa e che è andato rapidamente esaurito. Il testo originario è stato rivisto e si è provveduto ad aggiungere un capitolo sull’itinerario longobardo ideato nell’ambito del progetto Adelaide ’99 e della mostra di Brescia sul futuro dei Longobardi».
Contenuti e percorsi presentati
Nelle pagine del quaderno (i testi sono in italiano e in inglese) ci si sofferma prima sulla figura di Adelaide, sulla Rocca «vecchia» (sulla quale è in corso la campagna archeologica condotta dall’equipe di Gian Pietro Brogiolo) e sull’eremo camaldolese di Monte San Giorgio (la Rocca «dei frati»), e poi, come si diceva, sull’itinerario longobardo che si sviluppa fra Cisano, Bardolino e Garda e conduce a conoscere la Pieve di Garda, la Rocca, la chiesa di San Severo a Bardolino e poi, sempre in terra bardolinese, la bellissima chiesetta di San Zeno, in paese, e San Vito di Cortelline, nella campagna.
A Cisano è invece indicata la visita alla chiesa di Santa Maria, la cui facciata rimanda all’epoca romanica.
Angelo Peretti


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