Grande festa per il gruppo radioamatori di protezione civile di Peschiera del Garda, reparto speciale di radiocomunicazioni di emergenza appartenente all’Ari di Verona. Il simposio di tecnici dell’etere, inaugurerà oggi la nuova barca appoggio che opererà nell’area di Peschiera, fungendo da ponte radio mobile in caso di gravi calamità naturali. L’imbarcazione, un vecchio scafo proveniente da Bogliaco sul Garda, offerta dal radioamatore Stefano Bertani, è stata magistralmente recuperata dallo stesso donante con molti mesi di duro lavoro. Alle operazioni tecniche hanno contribuito in maniera determinante Sergio Caldogno, Enzo Monico, Renato Signorelli, Eliseo e Nicola Cussolotto del Centro Gardacar, supportati da Franco De Iseppi del Cantiere Dimec. La parte burocratica è stata curata dal segretario della Sezione Ari di Verona Renato Oppio. L’operazione barca è il risultato di attente valutazioni. Da tempo i radioamatori italiani indicano quali «molto deboli» i nostri sistemi di comunicazione di massa: rete telefonica fissa o mobile e lo stesso Internet, pur offrendo capacità e prestazioni eccezionali, in caso di gravi calamità perdono irrimediabilmente la loro affidabilità. Basti vedere il caso del velivolo schiantatosi contro il Pirellone di Milano: pur avendo la tragedia delle conseguenze relativamente circoscritte, per qualche ora sono saltati tutti i sistemi di comunicazione della metropoli lombarda. Ciò significa che in caso di grave disastro, telefonia fissa e cellulare nonché il blasonato Internet, sono praticamente inservibili. Il motivo è presto detto: la nostra rete di comunicazioni, per logiche di costi e dimensionamento, è tarata su un flusso medio d’utenza di normale entità; in caso di grave necessità tutti vorrebbero comunicare, creando il cosiddetto «effetto imbuto» e relativo intasamento a saturazione delle linee. Tale situazione può avere riflessi molto gravi su eventuali operazioni di soccorso. Per questo è estremamente prezioso il contributo dei radioamatori italiani, abilitati all’utilizzo di particolari frequenze previo un severo esame ministeriale ed ufficialmente riconosciuti dalle Prefetture cittadine come importante servizio di supporto alle emergenze. In caso di calamità, i radioamatori italiani sono in grado di attivare una rete indipendente di telecomunicazioni, in grado di collegare i vari Comuni alle Prefetture, oltre alle varie unità di emergenza sparse sul territorio. Il basso lago di Garda, per il particolare profilo morfologico, registra una zona cosiddetta d’ombra, ovvero di difficile copertura radio: la parte nord oltre punta San Vigilio di Garda, per l’interporsi del Monte Baldo, mal si presta per un eventuale collegamento con il centro radio ubicato nel Comune di Peschiera, a sua volta collegato con la Prefettura veronese. La barca dei radioamatori di Peschiera ha proprio questo compito: mettersi in navigazione ed attivarsi come ripetitore mobile in grado di congiungere Peschiera con l’alto lago, «dribblando» così l’impedimento della montagna. Il natante dei radioamatori di Peschiera è un vero e proprio concentrato di tecnologia: apparati radio digitali multifrequenza, sistemi di localizzazione e mappatura satellitare, sistemi di collegamento per fonia e computer, ecoscandaglio; il tutto alimentato da accumulatori a pannelli solari. Il progetto «barca di emergenza» è stato totalmente autofinanziato dai volontari che compongono il gruppo benacense.


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