giovedì, Gennaio 15, 2026
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Alle scuole medie sciopero dei bidelli, i ragazzi a spasso. La dirigente: «Mi scuso con le famiglie». Chi doveva spalancarli è arrivato in ritardo, arrabbiati i genitori

Cancelli chiusi, studenti a casa

Cancelli chiusi per una sfortunata serie di coincidenze e alunni da poco scesi dai bus che decidono di tornare a casa a piedi: ieri mattina la giornata di lezioni della scuola secondaria (ex media) si è comunque conclusa con un lieto fine ma il rischio corso è stato grande. «Ne siamo tutti consapevoli», commenta Anna Maria Cottarelli, direttore didattico dell’Istituto comprensivo di Peschiera, «l’incidente non si ripeterà più e i genitori dei nostri alunni, così come le autorità territoriali, riceveranno domani (oggi per chi legge) una lettera di scuse e di spiegazioni. Resta però il fatto che la mancata apertura dei cancelli è stata causata dalla imprevedibile concomitanza di due fatti». È la stessa Cottarelli a ricostruire quanto è accaduto all’istituto Felice Chiarle. «Per ieri era stato indetto, a livello nazionale, uno sciopero del personale Ata, collaboratori scolastici, amministrativi e segreteria. Naturalmente mi sono premurata di organizzare le presenze disponibili in modo da garantire, in tutti i plessi, i servizi minimi. E così avrebbe dovuto essere, ma non è stato». E spiega: «Ieri mattina stavo facendo il giro delle varie scuole per accertarmi del regolare svolgimento delle lezioni; avevo iniziato proprio dalle scuole primarie, frequentate dai bambini più piccoli. È allora che sono stata informata che il problema, l’unico per fortuna, si era presentato alle medie». Del personale Ata in servizio alla Chiarle, solo un dipendente non ha aderito allo sciopero. «Ed era la persona che avrebbe dovuto aprire i cancelli, come al solito, alle 7.30; purtroppo, però, le è capitato qualcosa di talmente grave a casa da costringerla ad arrivare a scuola in ritardo, poco dopo le 8, ma a quel punto molti ragazzi si erano già incamminati verso casa anziché ascoltare i professori che li invitavano ad attendere fuori dalla scuola». All’esterno dell’edificio, infatti, si trovavano anche i docenti, tutti quelli impegnati nella prima ora di lezione. «I professori», sottolinea il dirigente scolastico, «hanno ripetuto ai ragazzi di non preoccuparsi e di aspettare con loro perché certamente la scuola sarebbe stata aperta. Ma molti, iniziando dai più grandi, hanno preferito evidentemente approfittare dell’occasione ed allontanarsi. Vi sono stati anche diversi alunni riaccompagnati a scuola dai genitori che, dopo averli visti tornare, hanno telefonato per sapere cosa era successo». Le lezioni, alla fine, ci sono state ma tra i banchi erano presenti un centinaio di ragazzi, ovvero un terzo dei frequentanti l’istituto. Stefano Fraccaroli, genitore e presidente uscente del Consiglio di istituto, è il primo a gettare acqua sulle polemiche innescate da alcuni genitori, preoccupati per quello che sarebbe potuto succedere ai figli «a zonzo» da soli per le strade. «Il fatto è certamente grave e fortunatamente non ha avuto conseguenze ma è nato da un’insieme di circostanze difficilmente ripetibili. È fuori luogo usare l’accaduto per fare una protesta che non ha ragione di essere. Forse i genitori presenti potevano aiutare i professori a tenere lì i ragazzi. Il dirigente scolastico sta lavorando molto bene, sarebbe un peccato», conclude Fraccaroli, «rovinare il clima in cui si sta muovendo adesso la scuola».

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