mercoledì, Gennaio 14, 2026
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Fumata bianca in seno all’ente. Al posto del dimissionario Castellani entra il primo cittadino di Brentino. Per la prima volta c’è stata una convergenza di tutti i sindaci che sono presenti nel direttivo. Voto negativo della minoranza.

Castelletti re del Baldo

Nuovo presidente e chiusura della crisi amministrativa

Nuovo corso per la Comunità montana del Baldo. Con 18 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto Luigi Castelletti, sindaco di Brentino, martedì sera è stato eletto presidente in sostituzione del dimissionario Cipriano Castellani, sindaco di San Zeno.

È stata così chiusa la crisi amministrativa avviata a ottobre con le dimissioni di quattro assessori su sei componenti la giunta, seguite da quella dello stesso presidente. Quest’ultimo aveva ritenuto opportuno «adeguarsi» a quanto concordato dai sindaci dei Comuni che costituiscono l’ente montano.

La nuova maggioranza e il programma amministrativo

Con il nuovo accordo, ufficializzato con l’approvazione del documento programmatico presentato da Luigi Castelletti, che torna così alla presidenza dopo un’assenza di circa un anno e mezzo dal precedente mandato, si è costituita una maggioranza ritenuta «un fatto storico». Questa rappresenta, per la prima volta, le maggioranze che amministrano i nove Comuni che compongono la Comunità montana.

«Ente che si trova ad affrontare in questi anni», ha sottolineato Castelletti nel presentare il programma amministrativo 2000-2004, «il problema di una evoluzione che la porterà a esercitare un ruolo positivo di aggregazione e di sviluppo delle varie realtà politiche, sociali ed economiche del territorio.

Obiettivo raggiungibile in modo più incisivo», ha detto Castelletti, «se perseguito nel quadro di massima cooperazione e dialogo possibili tra le varie amministrazioni, direttamente coinvolte sulla programmazione e sulla gestione».

Le condizioni per una governance condivisa

Da qui la necessità di realizzare tre condizioni: «Una maggioranza che sia tendenzialmente espressione delle maggioranze che amministrano i Comuni» in primo luogo, ma anche di valorizzare sia «le funzioni e il contributo della Conferenza dei sindaci» che quello della Comunità montana.

Come strumento per la definizione e il conseguimento di interessi comuni e punto di dialogo e concertazione con gli enti di livello superiore quali Provincia e Regione.

Nell’aprile, la serie di interventi sulle dichiarazioni di Castelletti, Guerrino Coltri, sindaco di Ferrara, ha dapprima preso atto della coerenza dimostrata dal presidente uscente di tirarsi da parte.

Questa disponibilità era stata annunciata ancora al momento della sua elezione, nel caso fosse emersa una maggioranza più consistente.

Le opinioni degli altri sindaci e assessori

Nello stesso tempo, ha sottolineato che la soluzione adottata non è frutto di «nessun ribaltone o gioco di potere», se non quello di arrivare a un accordo coinvolgendo tutte le nove amministrazioni comunali.

L’assessore uscente, non dimissionario, Virginia Cristini, senza polemizzare, ha evidenziato il lavoro svolto e rivolto alla tutela del paesaggio e del territorio.

Indirizzo condiviso anche da Armando Luchesa, sindaco di Rivoli, che ha posto l’accento sull’eccezionale risultato raggiunto, «con la Comunità impegnata a cambiare ruolo operativo».

Prospettive future e problematiche

Sulla stessa lunghezza d’onda, Ferdinando Sbizzera, assessore comunale di Malcesine, si è detto convinto che si tratti «di un primo passo per affrontare in modo nuovo tutta la serie di problematiche uscendo dai localismi e particolarismi».

Rispondendo, seppure indirettamente, alla domanda sia di Gabriele Tomezzoli che di Vittorio Zanolli, entrambi consiglieri di minoranza, in merito alle dimissioni del presidente Cipriano Castellani, ritenute «forzate», il sindaco di Caprino, Maria Teresa Girardi, ha evidenziato che «è sintesi di un progetto politico e non sicuramente partitico», per un’aggregazione più ampia, frutto della volontà comune di collaborare di tutti i sindaci.

Il voto della minoranza e la composizione della Giunta

Al momento dell’approvazione del documento programmatico e dell’elezione del presidente e della Giunta, il consigliere Tomezzoli ha messo a verbale come il voto negativo espresso dalla minoranza «non deve essere inteso come apprezzamento dell’operato del presidente», ma come espressione negativa delle modalità, di assenza di chiarezza e mancato coinvolgimento dei componenti del Consiglio nelle candidature di Luigi Castelletti e della Giunta.

La Giunta è composta oltre che dal presidente Castelletti, dagli assessori: Giorgio Cobelli (Costermano), vicepresidente; Guido Battistoni (Brenzone); Guerrino Coltri (Ferrara); Cipriano Castellani (San Zeno); Maria Teresa Girardi (Caprino); Alberto Tomei (Torr).

Ai due comuni non rappresentati in Giunta, Rivoli e Malcesine, saranno assegnate, al primo la carica di presidente della conferenza dei sindaci (Armando Luchesa) e al secondo quella di capogruppo della maggioranza (Ferdianndo Sbizzera).

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