giovedì, Febbraio 5, 2026
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Apre sabato, con inaugurazione alle 11 in Rocca, la mostra "Culti nella preistoria delle Alpi", una raccolta di reperti e documenta-zioni interamente dedicati alla civiltà preistorica lungo l'arco alpino

Così pregavano i nostri antenati

Quasi un’anteprima di ciò che sarà, a breve, la sezione archeologica permanente del Museo Civico rivano. Apre infatti sabato, con inaugurazione alle 11 in Rocca, la mostra “Culti nella preistoria delle Alpi”, una raccolta di reperti e documentazioni interamente dedicati alla civiltà preistorica lungo l’arco alpino.

La mostra ha già avuto altre tappe in Italia e nei paesi che si affacciano sulle Alpi, ed ora approda a Riva in una versione rivista e corretta per renderla più vicina alla realtà storica ed archeologica della nostra zona.

Circa 500 i reperti in mostra provenienti da diciotto musei di Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera e Italia. L’interesse per il nostro patrimonio archeologico è notevole ed è cresciuto negli ultimi anni grazie a nuove campagne di scavo come quella di monte S. Martino, tra Campi e Pranzo, dove si conserva quella che gli esperti ancora oggi definiscono la più grande cittadella retico-romana delle Alpi.

La mostra propone un viaggio ideale che esplora gli aspetti ideologici, religiosi e cultuali delle popolazioni della tarda età del Bronzo all’romanizzazione (primo secolo a.C.).

Oggetti e simbologia della religione antica

Oggetti votivi, immagini e ricostruzioni dei luoghi di culto e le poche (e per questo preziose) iscrizioni retiche e venetiche sono “le chiavi” con le quali l’archeologia tenta di penetrare nella sfera immateriale della vita di uomini e donne che non hanno lasciato memoria scritta di sé e della propria visione del mondo terreno e ultraterreno.

Si individuano le forme tipiche del culto in luoghi votivi legati alle vette, all’acqua, al fuoco, da cui appare immediatamente il legame con un ambiente non facile da dominare.

Espansione e attività della mostra

L’edizione rivana della mostra è stata ampliata per evidenziare ulteriormente le testimonianze trentine e in particolare locali: dagli eccezionali rinvenimenti delle statue stele di Arco, ai reperti di S. Martino.

Il Museo organizza anche altre iniziative di contorno: attività didattica per i bambini, visite guidate, un ciclo di conferenze per l’estate. Mentre a S. Martino si ricomincerà a scavare.

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