Home Attualità Dopo l’addio a Avesaniarriva l’erede di «Pippo»

Dopo l’addio a Avesaniarriva l’erede di «Pippo»

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Difficile, per i visitatori del di Bussolengo, sfuggire in questi giorni all'incanto di una nuova nascita tra gli animali della zona safari: nella notte di martedì, infatti, è nato un piccolo di ippopotamo. La notizia non è ancora stata ufficializzata perché, come sempre avviene con le nascite di questo centro specializzato nella tutela e riproduzione di specie minacciate, si preferisce attendere qualche giorno: serve per verificare meglio le condizioni di salute dei cuccioli ed essere più tranquilli circa la loro sopravvivenza.Ma al di là dello spettacolo sempre grandioso offerto dalla natura, c'è un'emozione particolare, di segno ben diverso, che accompagna questa nascita. Una concidenza, amara e dolce nello stesso tempo. Come spesso accade.«È la prima dopo la morte di mio padre, avvenuta venerdì scorso e credo non sia un caso che si tratti di un ippopotamo», spiega cesare Avesani, biologo e direttore del Parco e figlio di Alberto, ideatore e fondatore della struttura. «Proprio un ippopotamo, infatti, il famoso Pippo che ora ha circa 50 anni ed é un po' la nostra mascotte, è stato il primo animale a far parte del Parco. Si può dire che sia questo l'animale che ha dato il via al progetto di mio padre. E ora tocca ad un altro ippopotamo accompagnarci nell'inizio di quella che comunque è una vita diversa per tutti noi».E per dare continuità a un legame invisibile ma che si percepisce con forza, la decisione di dare al nuovo cucciolo lo stesso nome del fondatore. «Rimane ancora da stabilire se sarà Alberto o Alberta, perché non possiamo ancora sapere se si tratta di un maschio o di una femmina. Nei primi giorni di vita, infatti, i cuccioli di ippopotamo rimangono quasi sempre sott'acqua», spiega Avesani. «È lì che viene allattato e accudito amorevolmente dalla mamma che non lo perde di vista un solo momento. Fanno eccezione i soli momenti in cui la genitrice lo tiene per qualche tempo sulla schiena. Solo in queste occasioni si riesce a vedere completamente il piccolo».La situazione dovrebbe comunque cambiare già la prossima settimana, quando la stessa mamma scorterà il suo piccolo sulla terraferma. «Allora anche noi sapremo finalmente di quale colore sarà il fiocco che dovremo usare per festeggiare il nuovo arrivo nella famiglia composta da mamma, papà e dalla sorellina più grande nata due anni fa. Perché la femmina di ippopotamo», sottolinea il biologo, «si dedica ad ogni cucciolo per un paio di anni. Solo quando il piccolo si stacca divenuto evidentemente del tutto autonomo, la femmina si predispone a un nuovo accoppiamento e dunque a una possibile nuova nascita».Quella dell'ippopotamo africano è una delle specie a rischio di estinzione a causa della caccia e della distruzione degli ambienti naturali in cui vive. Animale esclusivamente vegetariano, consuma giornalmente 20 chili di fieno, una quindicina di chili di erba fresca e molta frutta di vario tipo.In natura la selezione è diventata molto più feroce di un tempo: le minori risorse disponibili rendono più aggressivi gli animali anche della stessa specie e questo si traduce in un avita media dell'ippopotamo africano che si aggira intorno ai 25 anni. In cattività, che significa però anche in un ambiente protetto e tutelato, l'ippopotamo vive molto di più.«Basti pensare a Pippo, che appunto ha raggiunto il mezzo secolo. La mamma del cucciolo ha invece una trentina di anni. Vedremo», conclude Avesani, «verso quanti e quali percorsi o cambiamenti ci accompagnerà il nuovo piccolo».

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