E’ on line da circa un mese, ma le visite hanno già superato le 1700 unità. Racconta tutto, ma proprio tutto, sui forti e le trincee austroungariche ed italiane nell’Alto Garda, dalle iniziative alla bibliografia, dalle escursioni ai link collegati per finire alle testimonianze “sonore”. Stiamo parlando del sito internet “www.fortietrincee.it” creato da Mauro Zattera, storico appassionato di fortificazioni realizzate prima della Grande Guerra dagli austriaci, e messo in rete grazie a “Graffiti 2000”.Mauro Zattera, operaio con una passione immensa per la storia di quel periodo, videoamatore dilettante, un successo in così poco tempo se l’aspettava di certo. «Ricevo e-mail da tutta Italia – racconta Zattera – appassionati di ogni regione che hanno visitato i luoghi della Grande Guerra e condividono la passione nel raccogliere testimonianze, documenti, fotografie dell’epoca, cartoline e quant’altro abbia a che fare con il vecchio impero Austroungarico. Un giorno mi telefona un signore di Desio, vicino a Milano, mi dice che ha visitato il sito e che sa tutto del Creino, delle sue trincee, postazioni e camminamenti. E il busto di Carlo d’Austria, gli chiedo, lo sa dov’è? Lui rimane sbigottito rispondendo “che busto”? Quello con l’autografo del Duca inciso, rispondo. Vede che non sa tutto, ritorni che ci andiamo assieme». Il sito contiene la storia del settore fortificato di Riva, delle Giudicarie, della Val d’Adige, di Lavarone e Folgaria, della Valsugana e di Trento, è ben fatto e scorrevole, cosa che aiuta la “navigazione” per gli appassionati. Moltissime informazioni su come furone realizzate le opere, dove sono ubicate, come si chiamano, i collegamenti tra di loro e gli anni di costruzione, un racconto dettagliato curato da Ivan Righi. Molte anche le foto a supporto mentre interessante è la sezione dei futuristi, dove si racconta di come sul monte Baldo combatterono come volontari alcuni nomi autorevoli del mondo artistico di quegli anni. Filippo Tommasi Marinetti, fondatore del movimento futurista, Antonio Sant’Elia, architetto di Como che perse la vita in guerra nel 1916, Luigi Russolo, compositore con la passione della pittura, uno dei primi aderenti al “Primo Manifesto dei pittori Futuristi”, Umberto Boccioni, pittore e scultore, Mario Sironi ed Anselmo Bucci facenti parti del “Battaglione Volontari Ciclisti della Lombardia”.«E’ bella la storia della cartolina inviata dalla Galizia nel 1913 – racconta ancora Zattera – ed arrivata a Castiglione delle Stiviere nel 1954. Era indirizzata alla famiglia Mutti, ma laggiù nessuno sapeva chi fossero. Misero, allora, un’inserzione sul Corriere della Sera e qualcuno di Riva la lesse, mettendo in contatto il nonno di Cesarino con chi l’aveva ricevuta. La loro famiglia era sfollata laggiù prima della Grande Guerra, ma dopo cinquant’anni chi volete che se ne ricordasse? Ecco, la storia è bella anche per questo non trovate»?


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