sabato, Novembre 29, 2025
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Gardone, Riva, Malcesine: itinerario fra pittura e scultura

Partita durante l’estate, coordinata da Cavenaghi Arte e da Paola Jori, la rassegna Eventi diacronici si è svolta sul Garda, coinvolgendo sia le sponde trentine (palazzo Martini e Hotel du Lac a Riva del Garda, e Forte di Nago), sia quelle veronesi (Castello di Malcesine), sia quelle bresciane (Vittoriale a Gardone). L’ultima tappa di questa vicenda espositiva (iniziata il 21 luglio) coinvolge Brescia, sia perchè a Riva espone un riconosciuto artista di casa, Albano Morandi (a palazzo Maffei fino al 20 ottobre), sia perchè al Vittoriale (fino al 1 novembre) espone Gianni Pellegrini. La vicenda di quest’ultimo artista si snoda all’interno del rapporto segno-colore: immagini sensibili e raffinate portano in primo piano la materia pittorica, che deriva dall’incontro tra segno e colore, come esperienza percettiva, per cui la pittura si fa operazione raffinata. La personale di Morandi, titolata Gesti quotidiani, porta avanti una ricerca che da alcuni anni interessa il pittore: frammenti di realtà, piccoli oggetti recuperati nel contesto della vita ordinaria vengono assunti nell’opera e inseriti in una dimensione estetica. Se la partenza è senza dubbio Duchamp e il suo dialogo con le cose, il terminale dell’opera morandiana è rappresentato dal rigore raffinato, dalla razionalità emotiva che guida la piccola serie di interventi pittorici, a vivificare l’oggetto. Il percorso espositivo offre ancora la possibilità (fino a stasera) di cogliere le materie plastiche di Alberto Ghinzani, nel Forte di Nago, nelle quali le cromie dialogano con i materiali compositivi (e con quelli dello spazio ospitante) e le pitture astratte di Valentino Vago (nel Castello di Malcesine), alla ricerca del segno che esalti l’interna spiritualità delle sue luci pittoriche; l’opera si trasforma in tensione emotiva. Chi volesse completare l’intero itinerario espositivo (che noi proponiamo) in questa fine settembre così carica di atmosfere inquiete, non scordi la tappa all’Hotel du Lac a Riva: fino al 20 ottobre sono visibili le sculture di Donata Lazzarini, veronese, che usa il ferro e il perpex per le sue forme minimali. Forme geometriche, rigorose e solenni, le sculture tendono alla bidimensionalità e la negano attraverso la dimensione allusiva delle sovrapposizioni di forme e materiali e accenti espressivi. Per questa via, la ri-conquista dello spazio si fa possesso di un luogo, da vivere più che da vedere.

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