giovedì, Gennaio 15, 2026
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A Riva un incontro promosso dai maitres Amira dedicato a cultura e ruolo dei distillati nella moderna ristorazione

Grappa, oro in cucina

Le iniziative sulla cultura della grappa

La cultura della grappa nella moderna ristorazione è stata al centro di un incontro che si è svolto nell’ambito della «Expo Riva Hotel», organizzato dalle sezioni di Brescia, Verona e Trento dell’Amira, l’Associazione dei maitres italiani di ristoranti e alberghi.

Notevole il successo di pubblico, costituito in prevalenza da addetti ai lavori, che hanno accolto positivamente l’idea di valorizzare il distillato italiano per eccellenza.

All’introduzione tecnica di Carlo Gobbetti, noto distillatore del Veneto, è seguita l’appassionata relazione del sommelier Marino Damonti di Lonate, uno dei massimi esperti di grappe.

La degustazione e il riconoscimento dei profumi

Damonti ha illustrato i vari momenti della degustazione, il riconoscimento dei profumi e dei sentori, e ha evidenziato le attenzioni riguardo a eventuali aggiunte di zuccheri ed essenze che possono ingannare il consumatore.

Ha guidato il pubblico nella lettura della scheda di degustazione, richiamando l’attenzione sui ricordi giovanili e sulle diverse esperienze individuali nel percepire la gamma di profumi che l’acquavite sprigiona.

Problemi di immagine e formazione

Le carenze di immagine e di conoscenza del prodotto-grappa sono state affrontate dal presidente degli assaggiatori dell’Anag di Brescia, Renato Paini.

Paini ha sottolineato come il nostro distillato si trovi nelle stesse condizioni del vino negli anni ’60, quando nei ristoranti si discriminava solo tra bianco e rosso.

Richiamando l’importanza che anche le scuole alberghiere aumentino l’attenzione didattica sui distillati, Paini ha ribadito la necessità di un cambiamento di mentalità: una svolta non facile, ma possibile.

La missione dell’Associazione e il momento conviviale

Scopo dell’Associazione nazionale assaggiatori grappa è diffondere la conoscenza di distillati di buona qualità.

Per questo, l’ANAG organizza corsi per avvicinare gli appassionati a un assaggio più attento e qualificato, e a una conoscenza approfondita delle metodologie di distillazione.

Al termine, gli organizzatori hanno offerto un pranzo in cui l’acquavite ha fatto naturalmente la parte del leone: a squisiti involtini di anguilla marinata con grappa si sono succeduti fettine di cervo ubriaco e altre leccornie.

Il tutto ha soddisfatto i commensali, che hanno apprezzato l’impegno in cucina del nostro distillato di bandiera.

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