mercoledì, Gennaio 28, 2026
HomeManifestazioniAvvenimentiI portici di piazza, caso nazionale
Dal Sovrintendente del Lazio un parere sulle vetrate contese

I portici di piazza, caso nazionale

Il braccio di ferro fra comune di Riva e provincia di Trento a proposito delle chiusure con vetrate dei portici di piazza Tre Novembre, è diventato questione di portata nazionale da quando il Tar di Trento, un paio di settimane addietro, ha deciso di fare ricorso al Sovrintendente ai beni culturali del Lazio, architetto Costantino Centroni, per un parere che sia davvero super partes. Il comune di Riva da parte sua accetta la sfida e rilancia con Michelangelo Lupo.

La disputa sui portici e il coinvolgimento delle autorità culturali

La diatriba nasce quando il comune avvia l’eliminazione delle sconcezze cresciute in anni d’anarchia in piazza. Per ottenere lo smantellamento dell’esistente in via pacifica e senza forzature (sempre problematiche quando ad esercitarle sia un comune contro un privato riottoso e garantito), il comune promette il permesso di chiudere i portici cinquecenteschi, utilizzati dai ristoratori come plateatico invernale aperto e protetto ad un tempo. Il progetto dei nuovi cristalli reca la firma di Bernard Winkler, ma alla provincia non piace.

Un albergatore, fidandosi del comune, accorcia un po’ i tempi e realizza esattamente quanto ha concordato col municipio. Non l’avesse mai fatto: gli piovono sul capo gli strali provinciali, quasi fosse un volgare malfattore. Il comune non può digerire l’affronto e ricorre al Tar contro la provincia.

Il coinvolgimento dei giudici e gli esperti nominati

I giudici amministrativi in prima istanza decidono che per deliberare hanno bisogno d’un parere d’esperto, tale da indicare oltre ogni legittimo sospetto se l’opera consentita dal comune contrasti con l’armonia del complesso architettonico. Il Tar nomina quindi un consulente l’ufficio, e lo prende importante, un luminare: nientemeno che il Sovrintendente ai beni culturali del Lazio, un’autorità di livello nazionale.

Riva, da parte sua, non molla, e conferisce all’architetto Michelangelo Lupo l’incarico di controdedurre. È probabile che i Beni culturali della provincia sceglieranno un perito di parte. Ma quel Molinari che regge le sorti dell’assessorato trentino non è lo stesso che, come sindaco di Riva, approvò proprio quel tipo di chiusura dei portici?

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video