lunedì, Febbraio 2, 2026
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L’associazione al debutto: l’esperienza dei «City Angels»

«Itaca» scende in campo per favorire il volontariato

«L’arte di essere giovani» è stato scelto come tema centrale del dibattito promosso dall’associazione giovanile no profit «Movimento Itaca», nuova organizzazione nazionale, con sede ad Arcore, che agisce a livello politico, sociale e culturale ispirandosi ai valori universali di libertà, giustizia, pace e solidarietà e alla tradizione cristiana. Il lungo programma di lavoro è stato illustrato nei giorni scorsi a Desenzano e ha fornito l’occasione per affrontare, adottando l’ottica principe del volontariato, il vuoto legislativo italiano riguardo ai rapporti tra società civile e giovani. «La stessa categoria è un concetto in via di ridefinizione – sottolinea Dario Maria Minotta, presidente nazionale del movimento – in tutta Europa il limite superiore dell’età di appartenenza si sta spostando dai 25 ai 30 anni». Una parte nutrita dei giovani europei non si riconosce più nei percorsi di formazione rigidi che individuano nella scuola l’unica fonte di formazione. Sebbene tale visione risultasse efficace sino a pochi anni fa, oggi Stati come Francia, Spagna, Germania e i Paesi Scandinavi hanno saputo integrare nel cammino educativo delle nuove generazioni aspetti ormai imprescindibili come il volontariato e l’associazionismo. L’Italia si pone purtroppo, in tale ambito, all’ultimo posto. La prova lampante di questa miopia nazionale è il mancato utilizzo dei fondi economici che la Comunità europea ha messo a disposizione per il finanziamento di iniziative a carattere solidaristico e per le attività del volontariato. Un settore, quest’ultimo, sul quale la Ue concentra sempre più risorse e attenzione, poiché individua in esso una possibile nuova forma di lavoro, capace di risolvere, almeno parzialmente, la crescente e diffusa crisi economica e occupazionale. La Regione Lombardia sta da tempo lavorando alla stesura di un vero e proprio «libro bianco» sui giovani e la presenza all’incontro dell’assessore provinciale Maria Stella Gelmini e dell’assessore regionale per i Giovani Domenico Pisani, ha avuto il preciso scopo di illustrare il cammino sinora percorso e di offrire alla platea l’opportunità di avanzare proposte e richieste. Invitati a produrre la propria testimonianza, erano presenti tra i relatori alcuni volontari dell’associazione «City Angels» di Brescia. Da anni questi «angeli» sono impegnati sulla strada per diffondere solidarietà e senso civico in quei luoghi, come le stazioni e i quartieri a rischio di degrado, dove è facile imbattersi nell’emarginazione. Il servizio offerto, nato come tutela della sicurezza dei cittadini, si è ormai esteso a molteplici attività: primo soccorso, assistenza anziani e disabili, pulizia dei parchi, sostegno agli indigenti, servizio di accompagnamento notturno, interventi diretti in caso di scippi aggressioni e risse, corsi di educazione civica nelle scuole, parrocchie e centri sociali. L’aspetto principale dell’operato di questi ragazzi è però la capacità di ascolto che viene offerta a persone che la nostra società di benessere rifiuta di considerare. «Fare l’operatore d’emergenza di strada – racconta «Summer», una giovane «angelo» toccata a tal punto da quest’attività da ridisegnare attorno ad essa la propria vita – è un’esperienza del cuore che ci insegna a cambiare». Per promuovere il proprio messaggio alla cittadinanza i «City Angels» stanno approntando a Brescia una serie di iniziative: il 14 e il 21 dicembre saranno, ad esempio, presenti in centro città per «tutelare lo shopping natalizio». Sarà questa anche l’occasione per conquistare nuovi volontari da inserire nel proprio organico. I «City Angels» si finanziano grazie alle libere donazioni di cittadini ed aziende sensibili al sociale, e come loro molte altre realtà rischiano di dover interrompere la propria attività solidaristica per mancanza di fondi. Tra i progetti di Itaca c’è perciò anche quello di fornire ai rappresentanti dei vari movimenti le informazioni necessarie per ottenere stanziamenti dallo Stato e dalla Comunità: «Quando si parla di normativa sul volontariato, le buone intenzioni si scontrano con un marasma burocratico – sottolinea con calore Dario Minotta – per questo intendiamo portare innanzitutto alla conoscenza di tutti le leggi esistenti, solo così potremo migliorarle in un prossimo futuro». Nonostante il tentativo di coinvolgere i giovani desenzanesi esponendo i manifesti dell’incontro negli abituali luoghi di ritrovo dei ragazzi, in sala, ad eccezione dei rappresentanti dell’Associazione culturale Mursia, non c’erano purtroppo desenzanesi in grado di esporre le problematiche di questo territorio, sul quale da tempo operano numerosi gruppi di giovani volontari.

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