Conferma della Curia e controversie legali
Il vescovo di Trento, monsignor Bressan, in una conferenza stampa ha confermato ieri che la Curia non intende rinunciare alle 64.972 sante Messe, equivalenti a 984 milioni, che il Comune di Riva avrebbe dovuto far celebrare dal 1963 a questa parte, in ottemperanza ad un legato iscritto catastalmente a carico dell’edificio del convento dell’Inviolata.
Il comune ha cercato, ricorrendo al tribunale, di farsi cancellare l’obbligo, ma la risposta della magistratura è stata negativa. Dopo anni di silenzio la questione è di nuovo scoppiata quando monsignor Bressan, appena insediato nella diocesi di Vigilio, scorrendo le antiche carte ha trovato il credito ancora esigibile.
È dal ’63 che il Comune non adempie più al suo dovere, ha ricordato monsignor Bressan. Si tratta di un dovere morale, oltre che giuridico, che spetta al vescovo richiamare e al quale il Comune non può venir meno.
Attualmente si tratta con il Comune «in modo discreto, come si addice a queste cose».


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