giovedì, Gennaio 22, 2026
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Vertice a Milano tra gli azionisti dello scalo, Provincia e Camera di commercio, industriali e Orio al Serio. Dice l’assessore Corsaro: «Una concessione ad hoc per Montichiari»

La Regione lancia il D’Annunzio

«Riunione opportuna e tempestiva». Così il presidente della provincia Alberto Cavalli ha commentato la conclusione del tavolo istituzionale dedicato al futuro dell’aeroporto in provincia di Brescia. Al summit, convocato ieri pomeriggio dall’assessore regionale alla mobilità Massimo Corsaro, erano presenti Franco Bettoni della Camera di Commercio, Franco Tamburini dell’Associazione industriale bresciana, Massimiliano Gotti dell’Associazione piccola industria, Ilario Testa presidente di Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco di Orio al Serio e Valerio Prignachi assessore ai Trasporti della provincia di Brescia. «Siamo sulla stessa lunghezza d’onda» dice Cavalli a proposito della Regione Lombardia. «Abbiamo incassato due risultati di grande rilievo – continua il presidente – Il primo è che il Pirellone intende fare ogni sforzo per tradurre in pratica il disegno di fare di Montichiari una grande opportunità per Brescia e per tutto il nord Italia». Il secondo risultato, portato a casa dalla Provincia, è il sì di Sea (Linate-Malpensa) e Sacbo «alla crescita di Montichiari». Su un punto Cavalli è chiaro: «Lo sviluppo che D’Annunzio e Catullo hanno consentito in questi anni a Montichiari non è sufficiente». Altrettanto certo è l’impegno del governo regionale a sviluppare lo scalo di Montichiari «sia per quanto riguarda il trasporto delle merci che dei passeggeri». È stato lo stesso presidente Roberto Formgioni a puntualizzare questo obiettivo: lo ha fatto nel corso della visita ufficiale a Brescia avvenuta lo scorso 16 novembre, parlando delle infrastrutture del territorio bresciano, dalla direttissima Brescia-Milano, all’ammodernamento delle ferrovie al destino di Montichiari. «L’unico aeroporto che potrà diventare soggetto di una forte crescita – spiega Corsaro – è Montichiari. Per questa ragione stiamo studiando la possibilità di presentare al ministero un progetto per l’assegnazione a Montichiari di una concessione ad hoc». Al momento l’aeroporto di Montichiari dipende da quello veronese di Catullo, azionista di maggioranza all’85 per cento. Il Pirellone – annuncia l’assessore – ragionerà con Catullo per «conoscere la disponibilità a sviluppare Montichiari». I tempi stringono: entro la metà del 2005 il governo nazionale dovrà decidere se rinnovare per altri 40 anni la concessione al Catullo anche per Montichiari oppure accogliere la candidatura lombarda di Montichiari per una propria concessione. Nel corso dell’incontro di ieri la Sacbo non ha svelato il suo piano di azione circa l’ingresso come nuovo partners nella D’Annunzio spa. «Abbiamo dato la piena disponibilità – dichiara Testa – a una collaborazione operativa. Studieremo l’argomento». Più esplicito, a questo proposito, è stato il presidente della provincia di Brescia Alberto Cavalli: «Negli accordi che hanno preceduto la creazione di D’Annunzio spa e l’ingresso della Provincia di Brescia e della Camera di commercio avevamo indicato la collaborazione di un parter tecnico operativo. Questo punto non ha ancora trovato attuazione».

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