Una vera ricostruzione delle origini e dell’evoluzione del turismo altogardesano, a partire dai suoi primi «vagiti» e fino ai giorni nostri, è appena andata ad arricchire l’elenco delle pubblicazioni benacensi. Si tratta di un’opera di Mauro Grazioli: un ricercatore trentino che analizza a fondo il percorso turistico sull’alto lago. Il titolo sintetizza l’argomento: «L’industria del forestiere» (edito dall’Unione commercio e turismo di Riva del Garda, stampato da Grafica 5 di Arco). Il volume non dimentica alcun aspetto dei mutamenti che hanno accompagnato l’evoluzione dell’industria turistica gardesana dagli anni Trenta in poi. Un’industria, quella dell’ospitalità, che gradualmente è andata ad accostarsi e poi a sostituire quasi per intero l’attività agricola e industriale vera e propria, pur senza soppiantarle completamente, specie in prossimità del Garda trentino. E così si parte dai primi, lontanissimi e illustri cantori del lago (Dante, Petrarca, Bembo, Bonfadio, Cattaneo, Grattarolo), per arrivare alle più recenti e forse più celebrate descrizioni che del lago offre Goethe. Ma la ricostruzione di Grazioli non si limita certo alla letteratura: le pagine sono scandite da tutti gli appuntamenti più importanti che hanno determinato la trasformazione del lago, dei borghi che vi si affacciano, della gente che ci abita e delle abitudini. Tutti elementi legati a filo doppio all’ospitalità e ai vari aspetti della sua trasformazione: approccio tra persone e apporto economico in primo luogo.
Le infrastrutture stradali e la loro importanza
A questo proposito, acquista un particolare peso la costruzione delle strade che da Sud permettono di raggiungere l’alto lago e la cittadina di Riva. La Gardesana Orientale venne aperta l’11 agosto del 1929 (nel tratto tra Navene e Torbole). Nell’autunno dello stesso anno era possibile raggiungere l’alto lago direttamente da Verona. Ma nel testo vengono ripresi e riproposti anche alcuni commenti dell’epoca entusiasti per la costruzione della Gardesana Occidentale. «La nuova strada congiungerà Riva a Gardone, i due massimi centri del Garda. Solo allora i viaggiatori frettolosi potranno finalmente godere i panorami inarrivabili, in cui le rocce impervie si intrecciano a limoneti e aranceti, nell’orgia di verde che si esalta in tutta la sinfonia delle sue infinite tonalità». La strada, che collega tuttora la sponda bresciana del lago a Riva, sarà inaugurata nell’ottobre del 1931, dopo neppure tre anni di lavori diretti da Riccardo Cozzaglio.
Bruno Festa


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