Un principio destinato a tenere banco anche in futuro in tutte le località del Garda bresciano è scaturito da una decisione presa all’unanimità l’altro giorno dalla «conferenza dei servizi» (convocata dal Consorzio dei Comuni della sponda bresciana del lago di Garda). Il Consorzio dei Comuni era chiamato, a Salò, ad esprimere un parere sulla domanda avanzata da un noleggiatore di Sirmione, per avere in concessione un’area demaniale lacuale davanti al lungolago Diaz, dove intendeva collocare dieci boe d’ormeggio. Il «no» del Consorzio dei Comuni gardesani è stato deciso per una serie di aspetti, che vanno dalla tutela dell’ambiente paesistico-ambientale in cui si trova l’area (davanti alla passeggiata con vista lago della cittadina termale), alla possibile interferenza con le rotte dei battelli di linea e della navigazione da diporto. Insomma , gli eventuali «campi boa», almeno a Sirmione, dovranno essere singolarmente valutati. Ovviamente, come spiega a «Bresciaoggi» l’ingegnere Fausta Tonni, responsabile tecnico del consorzio del demanio, ogni Comune esprime le proprie valutazioni, in relazione alla morfologia del proprio terrritorio. Il diniego è stato espresso, come si diceva, da tutti i soggetti presenti alla conferenza dei servizi, vale a dire il Comune di Sirmione, Navigarda, Soprintendenza, Provincia e il Consorzio dei Comuni. La domanda di concessione dell’area, di 800 metri quadrati all’altezza del «Barracuda», era stata presentata dal noleggiatore Aurelio Francioso, lo stesso che tempo fa ha inoltrato un ricorso al Tar di Brescia contro un diniego del Comune a proposito di un provvedimento che tuttavia, come rileva un funzionario comunale, «non è più richiesto dalla vigente legislazione per l’esercizio dell’attività di noleggio di natanti senza conducente». A sua volta l’assessore alla Viabilità e al demanio Luca Azzoni ha poi chiesto ed ottenuto dalla Giunta di Sirmione la revoca della delibera, con cui si era in un primo momento pensato di disciplinare in via generale la materia, preferendo invece affrontare singolarmente ogni domanda di concessione. Tesi che, come s’è visto, è stata recepita dalla conferenza dei servizi. Nella conferenza dei servizi lo stesso assessore Luca Azzoni ha rilevato «un’intrinseca pericolosità della zona acquea davanti al Barracuda, in cui si sono registrati numerosi incidenti nautici, alcuni dei quali con conseguenze mortali». Tra l’altro, nella stessa area venne ormeggiato quindici anni fa l’Ufo galleggiante, lo Space Boat di proprietà della ditta Sane, che per fortuna venne trasferito dall’altra parte, nello specchio acqueo antistante il parcheggio Montebaldo. Anche allora si gridò allo «scempio ambientale», che tuttavia non può essere paragonato alle boe d’ormeggio che il motoscafista avrebbe voluto collocare. Attualmente, conferma l’ingegner Fausta Tonni, sono circa 1.700 le boe extraportuali autorizzate e disseminate lungo la costa bresciana del Garda. La parte del leone la recitano località come Manerba, San Felice, Portese, Moniga. Sirmione e Desenzano invece, a causa della morfologia del territorio e dei forti venti, ne contano un numero decisamente inferiore. Il canone viene determinato in base alla superficie realmente occupata dal natante ed è di 25 euro al metro quadrato. Nel 2005 la complessiva gestione del demanio extraportuale, dunque non solo riferita alle boe d’ormeggio, ha permesso un introito al Consorzio di oltre 2 milioni e 800 mila euro. Da notare che quattro anni prima, quando le attività venivano esercitate dalla Regione per il tramite degli Ispettoratio di Porto, l’incasso si era aggirato sui 275 mila euro. Nel 2004 l’ente, presieduto dall’assessore salodiano Bernardo Berardinelli, aveva già incassato 2 milioni e 600 mila euro, dunque un crescendo continuo da allora. A guidare la «hit parade» degli introiti è Sirmione, con quasi 560 mila euro (la penisola è disseminata di pontili, darsene, solarium, terrazze, ecc.), seguito da Maderno, Gargnano e Manerba.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







