mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Il Comitato residenti ha segnalato in Comune il disagio di molti giovanissimi

L’incubo del sabato sulle notti del Due Giugno

La nascita del Comitato e la sua prima posizione

Ufficialmente il Comitato Residenti nel quartiere Due Giugno nascerà con l’assemblea che il presidente Cristian Trinchieri ha convocato per la sera del 5 ottobre. Tuttavia, la prima presa di posizione sul tema della vivibilità è già arrivata sul tavolo del sindaco.

Si tratta di una lettera in cui si richiama l’attenzione della giunta sul fenomeno delle bande di giovani che migrano, numerosi e rumorosi, nelle nottate del sabato, trasformando in incubi quelle che dovrebbero essere ore di sacrosanto riposo.

Il comitato non invoca misure repressive: si limita a segnalare quello che interpreta come un disagio sociale da «curare» con i mezzi che una giunta attenta anche alle problematiche giovanili, c’è l’apposita delega, dovrebbe essere in grado di mettere in campo.

Iscrizioni e obiettivi del Comitato

Gli iscritti al comitato sono oltre il centinaio, 116 per l’esattezza, fra soci sostenitori, i non residenti legati comunque alle sorti del quartiere, che non potranno ricoprire cariche elettive, e ordinari. Questi ultimi sono coloro che passano giorni e notti nella striscia di città nata dagli anni Settanta in qua, intorno ai primi «casoni» dell’Itea.

Gli iscritti, anche se il tesseramento non è mai chiuso, quindi tutti possono intervenire con pari dignità, si troveranno nell’Auditorium delle Sighele nella serata di venerdì 5 ottobre, per approvare uno statuto che individua le finalità dell’associazione.

Le questioni trattate riguardano le problematiche generali della vivibilità del quartiere, ma privilegiando sempre e comunque le occasioni di aggregazione.

Il comitato si propone di affrontare non solo le piccole storie di marciapiedi scassati o di panchine inesistenti, ma anche di individuare un pacchetto di temi su cui costruire, nel tempo e dal confronto, un’identità civica.

Questa identità è stata spesso relegata negli anni passati in secondo o terzo piano, dal bisogno primario di conquistarsi un’abitazione.

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