mercoledì, Gennaio 28, 2026
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La responsabile del laboratorio garantisce sull'ottima salute del lago di Garda

Nel 2001 niente macchie giallo-verdastre

Chiara De Francesco, dirigente responsabile del laboratorio che a Forte San Nicolò sta monitorando ormai da una decina di anni la salute del Garda, ha assicurato i soci del Lyons di Arco-Riva e Tione che il maggiore lago italiano sta benino; promette di campare ottimamente ancora per una lunghissima filza di anni. Smaltisce con sovrana disinvoltura gli scarichi dell’Adige Garda, assolutamente ininfluenti sul suo equilibrio; non pare risentire dei capricci d’un clima balzano.

La fioritura algale e le cause

Anche l’eccezionale fioritura algale dell’estate scorsa — per il profano si tratta dell’orribile e disgustosa serie di chiazze di schiuma giallastra — è stata spiegata con la dinamica del bacino e ricondotta nel novero dei fenomeni magari brutti, ma innocui.

Premessa: la morte di un lago avviene quando nelle sue acque compare troppo fosforo. Più fosforo significa aumento delle alghe; più alghe ci sono, più ossigeno mangiano.

Quando non c’è più ossigeno, il lago muore «asfissiato». Il laboratorio di San Nicolò, tra gli altri dati (ossigeno disciolto, temperatura), raccoglie e misura la quantità di nutriente a disposizione delle alghe.

I laghi di montagna ne hanno pochissimo, sono oligotrofici, limpidi, ossigenati, trasparenti, potabili. I laghi eutrofici ne hanno troppo di nutriente e quindi di alghe, gli strati verso il fondo sono privi di ossigeno.

Il Garda oscilla fra il limite superiore dell’oligotrofia e quello inferiore della mesotrofia. Nell’estate del Duemila, ha spiegato da dottoressa De Francesco, la fioritura eccezionale di anabaena è stata provocata da un inatteso secondo capovolgimento delle acque del lago.

In condizioni normali gli strati superficiali di acqua, a temperatura superiore rispetto agli 8,2 gradi dei fondali, «galleggiano» sulle sottostanti masse più fredde, più dense e più pesanti. In queste condizioni i nutrienti scaricati nel lago scivolano sul fondo, vi si depositano e vengono smaltiti col tempo.

Se la temperatura di superficie si abbassa fino a coincidere con quella del fondo, lo sbarramento fra strato e strato salta, e la massa d’acqua si mette in circolazione. Questo significa che i nutrienti vengono sollevati verso gli strati superiori dove, incontrando la luce del sole, sviluppano alga.

Che sia andata proprio così è dimostrato dal fatto che la concentrazione di fosfori rilevata sul fondo è bruscamente diminuita dopo mesi di leggera crescita costante.

Dato l’andamento climatico del 2001, la dottoressa De Francesco ritiene di poter escludere che quest’estate il fenomeno si ripeta. Non dovrebbero più presentarsi nel bel mezzo della stagione le strisce giallo verdastre, brutte e puzzolenti, autentico attentato all’azzurro del Garda.

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