giovedì, Gennaio 29, 2026
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Tre associazioni ambientaliste criticano il progetto di Cecchetto

«Nuova fascia lago: troppo cemento»

«Il progetto Cecchetto per la riqualificazione della fascia lago? Poche luci, molte ombre». Le idee dell’architetto veneziano sul futuro dell’area ex Cattoi, di porto San Nicolò, del centro congressi, della Colonia Miralago o di viale Rovereto possono aver anche riscosso l’approvazione del consilio comunale, ma «Gli amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro», il «Comitato per lo Sviluppo Sostenibile» e il «Wwf» del basso Sarca sono di altro avviso. I perché li hanno riassunti in un corposo documento.«Troppo cemento» è la conclusione a cui giungono i rappresentanti delle tre associazioni che, dopo aver approfonditamente esaminato tutti gli “ambiti” affrontati dallo studio Cecchetto, hanno redatto un elaborato di una quindicina di pagine. Eccessiva, secondo loro, la previsione edificatoria in un tratto di fascia lago lungo solo poche centinaia di metri che – con l’ampliamento del Palazzo dei Congressi, dell’Hotel Lido e della Miralago, un nuovo tennis club, tre parcheggi di cui due completamente nuovi nel parco Lido e all’area Ex Cattoi, più un’area residenziale sempre all’ex Cattoi – rischia di peggiorare la già pessima situazione attuale. Cementificazione che andrebbe nella direzione opposta a quella espressa dalla Commissione Urbanistica Provinciale la quale, nelle osservazioni al Piano regolatore intercomunale di Riva e Nago-Torbole, afferma che l’intorno territoriale è «ormai saturo e congestionato da un miope consumo turistico». «Nessuno di noi – scrivono – pretende fare di quest’area una riserva naturale integrale dove non sia previsto alcun intervento: il non far niente si tradurrebbe in un degrado indecoroso sia per i rivani che per gli ospiti». Sviluppo sì, ma “cum grano salis”, entro limiti che devono essere stabiliti da tutti gli abitanti e non solo da determinate categorie, magari economicamente interessate. In questo, un merito viene riconosciuto a Cecchetto e al suo piano: quello di aver offerto un momento di riflessione e di aver dato il via ad un dibattito a più voci sul destino della fascia lago e, quindi, anche di Riva e di tutto l’alto Garda. Questo al di là del giudizio sui contenuti del progetto che in alcuni punti, quelli riguardanti il centro congressi, il Lido e la Miralago, risulta quanto mai dettagliato mentre, di contro, su ambiti come porto S. Nicolò e Hotel Du Lac, risulta assai vago. Le decisioni di oggi, insomma, peseranno sulle future generazioni, sia dal punto di vista economico che per la qualità della vita: «reputeremmo utile – scrivono – e anche eticamente corretto, intraprendere la strada di un referendum consultivo». In alternativa, propongono anche un concorso d’idee tra i cittadini, associazioni e imprese, e un concorso tra architetti almeno a livello nazionale.

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