mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Assemblea sullo stop ai lavori della circonvallazione. C’è chi propone di «rubare» i sassi del Serraglio

Polemiche sulla tangenziale

«Perché non sono stati fatti dei controlli seri su quello che si sapeva dover essere il punto dove il tracciato della circonvallazione avrebbe quasi sicuramente incontrato le antiche mura del Serraglio?» È la domanda sentita più frequentemente durante l’assemblea pubblica richiesta dal consigliere di minoranza, l’ex-sindaco Luciano Terleth, ma organizzata dall’amministrazione comunale, per fare il punto sulla situazione della circonvallazione.

Interventi e posizioni sulla scoperta del Serraglio

«È un caso che si sia pensato a scavare quanta più ghiaia era possibile lungo i 4630 metri di strada interrata», ha chiesto Giuseppe Guidara, un architetto che si è ritrovato gli svincoli della tangenziale vicinissimi a casa, «e solo dopo s’è arrivati al punto critico, quando bastavano due giorni di lavoro per mettere in luce il Serraglio? Il Comune dovrebbe chiedere i danni allo studio di progettazione che, fuorviato dal sondaggio dell’archeologo inglese Hudson che non fa nessun riferimento a quote precise, non ha saputo accertare se vi erano ostacoli di natura archeologica».

Ma poteva cambiare qualcosa se il Serraglio fosse stato scoperto subito? Giorgio Vandelli dell’Archeoclub, ha affermato: «Si sarebbe potuto cambiare il tracciato», ribadendo l’unicità di questa fortificazione, «o, probabilmente, realizzare la circonvallazione in piano, senza creare questa ferita nel territorio».

Opinioni sulla costruzione e sulla tutela del sito

Di diverso avviso il sindaco Fausto Sachetto: «La ghiaia ha permesso un abbassamento del costo dell’opera e comunque i progettisti sono scesi fino a nove metri per rispettare le indicazioni della Sovrintendenza». Tra il pubblico è emersa la paura che il ritrovamento di questa fortificazione, risalente al XIV secolo, e il conseguente cambiamento progettuale (con la costruzione di un cavalcavia sulla strada per Villafranca) produca un ritardo nella realizzazione della tangenziale.

Sono state anche invocate manifestazioni di protesta estreme: «Se ciascuno portasse via qualche sasso da quel muro», ha urlato un signore dal pubblico, non rendendosi forse conto di proporre qualcosa di illegale, «in poche ore il problema non esisterebbe più». Un’azione, questa del portar via «sassi», non nuova a Valeggio: quando crollò la torre scaligera molte pietre antiche sparirono e finirono in parecchie taverne di Valeggio.

E anche il ponte visconteo soffre dello stesso problema: molti staccano sassi-souvenir. Tanto sono solo sassi. Sotto gli attacchi dell’ottantina di persone presenti sono finiti la Soprintendenza, colpevole di dare troppo peso a «quattro sassi», ma anche la stessa Amministrazione comunale, responsabile di non essersi contrapposta con forza a questa azione di salvaguardia.

Risposte e decisioni dell’amministrazione

«Tutti voi sapete», ha dichiarato il sindaco Fausto Sachetto, anche in risposta a Terleth che lo ha accusato di non aver fatto tutto il possibile, «che io per primo ho proposto di sfondare questo muro mettendo in luce un’ottantina di metri del Serraglio a fianco e realizzando illuminazione e piazzole di sosta. Tuttavia non volevo assumermi la responsabilità di bloccare un’opera per anni col rischio di lasciarla incompiuta. Ho quindi accettato a malincuore, come ha fatto l’Anas, la proposta della Soprintendenza di ricoprire i resti e di realizzare un cavalcavia che cercheranno di contenere in un’altezza di tre metri e mezzo. A giugno dovrebbe essere pronto il primo tratto di strada».

Pochi i consensi alla proposta di Terleth di inoltrare una petizione di protesta alle autorità competenti. Rimane un dubbio: si sarebbe scavato se invece della ghiaia ci fosse stata l’argilla?

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