Il passaggio ai comuni rivieraschi della gestione degli spazi extraportuali (i pontili, le passerelle, le darsene, gli ormeggi e le boe lontane dai moli, i tratti di spiaggia utilizzati da ville, hotel, società sportive) sta creando una serie di complicazioni. Da qui l’appello («attenzione a non sbagliare nell’effettuare i versamenti») lanciato dal dottor Giuseppe Iovene, segretario del municipio di Salò, incaricato della riscossione dei canoni di tutta la sponda del Garda bresciano (da Sirmione a Limone) e del lago d’Idro. «Dal 1 gennaio 2002 le funzioni riguardanti il demanio extraportuale sono state delegate dalla Regione alla gestione associata dei comuni – spiega Iovene -. A partire da tale data, quindi, ogni comunicazione, richiesta o istanza di concessione di area e/o spazio acqueo dovrà essere indirizzata alla sede centrale di Salò (orari di apertura: martedì 9-12, giovedì 15-17 e venerdì 9-12) o nella sede decentrata di Moniga, in piazza S.Martino, sempre negli uffici del municipio (dal lunedì al venerdì 8-13, il sabato dalle 8.30 alle 12.30, lunedì e mercoledì anche dalle 14 alle 15), o in quella di Idro (dalle 10 alle 12 di lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, dalle 17 alel 18 di martedì, dalle 17 alle 18.30 di giovedì). «Per qualsiasi pagamento di tariffe, provvisorie o definitive, o per sanzioni amministrative o per indennizzi riguardanti occupazione senza titolo, bisognerà utilizzare nuovi conti correnti, vale a dire: 40741266 per le spese di istruttoria, 40742249 per i canoni. C’è molta confusione, e molti hanno continuato a versare erroneamente i quattrini al ministero delle Finanze». Nei mesi scorsi i Consigli comunali della sponda bresciana del lago di Garda (Sirmione, Desenzano, Lonato, Moniga, Padenghe, Manerba, San Felice, Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone) e dell’Eridio (Idro, Anfo, Bagolino) hanno approvato un protocollo d’intesa per la gestione associata delle funzioni delegate in materia di demanio extraportuale fino al prossimo 31 dicembre. Dopodichè ognuno sarà libero di comportarsi come meglio crede. Capofila della cordata: Salò. La Regione incassa, per queste concessioni, nelle 17 località appena citate, 3 miliardi all’anno. Ma i funzionari del Pirellone, negli incontri avuti in sede locale, hanno ipotizzato che appena il 30% dei privati sia in regola e, di conseguenza, il 70% rappresenti «il sommerso»: un’evasione, quindi, di sette miliardi. Davvero una bella cifra. Probabile che i comuni, nelle cui mani ora è passata la materia (restano però in attesa di ricevere i tabulati), riescano a recuperarne una fetta consistente, controllando chi effettua regolare richiesta e chi invece si nasconde. Tanto più che, intascando (loro) i quattrini, si daranno da fare, pizzicando gli abusivi. Intanto col 2002 riceveranno il 50% degli introiti; il 40% andrà al Pirellone (che li reinvestirà secondo le indicazioni locali) e il rimanente 10% verrà destinato a coprire i costi. «In questo periodo stiamo istruendo 250 pratiche – prosegue Iovene -. La concessione di boe, ad esempio, viene rinnovata ogni anno. Ma ci sono vecchi canoni riguardanti pontili o passeggiate o spiagge non ancora quantificati dall’Agenzia del demanio di Brescia. Di conseguenza i privati continuano a pagare cifre provvisorie. Fortuna che la Regione ha approvato una nuova legge che ci consente, per il futuro, di stabilire immediatamente l’importo, con calcoli ben precisi, non affidati a stime discrezionali. Inoltre i comuni potranno aumentare le tariffe fino a un massimo del 30%». Le concessioni che non riguardano le boe vengono rilasciate per un periodo superiore all’anno, dopo avere interpellato i sindaci della singole località, tenuto conto della compatibilità con le esigenze di balneazione, degli interessi pubblici, ecc. «Il passaggio delle funzioni è diventato operativo dopo la firma dell’accordo col Magistrato del Po – ha avuto modo di ricordare Bernardo Berardinelli, assessore di Salò -. In base alla legge 22 del ’98, i comuni assumono un ruolo da protagonisti anche per quanto riguarda l’effettuazione agli spettacoli pirotecnici e di altre manifestazioni nautiche di interesse locale. La legge riguarda anche la riforma della navigazione interna».


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