martedì, Aprile 23, 2024
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Grande commozione alla cerimonia per la consegna agli alunni dei riconoscimenti intitolati ai poliziotti uccisi due anni fa. Il questore: «Eroe è chi compie fino in fondo il proprio dovere»

Premi per non dimenticare

«Portate questo nel cuore. Potrà servirvi per la vostra vita». Maria Teresa Turazza non ha resistito al desiderio di rivolgersi direttamente alla platea degli alunni delle scuole primaria e secondaria di Peschiera schierati nell’aula magna della scuola di polizia per ricevere il premio dedicato a Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti. Questa donna straordinariamente coraggiosa, e ancora così entusiasta della vita, ha voluto essere presente all’iniziativa promossa dal Comune, in collaborazione con l’istituto comprensivo, per onorare i due giovani poliziotti rimasti uccisi in un conflitto a fuoco il 21 febbraio 2005.«Avevo già deciso di venire insieme alla mia nuora e alla nipotina; ma quando ho saputo che ci sarebbero stati i ragazzi il cuore si è riempito di gioia», dice al suo ingresso in aula magna. A rendere solenne l’occasione è la presenza delle massime autorità della provincia: il prefetto Italia Fortunati e il questore Luigi Merolla. Con loro il sindaco Umberto Chincarini, Giuseppe Reccia Antonio Sergi e Daniele Martinato, comandanti rispettivamente della scuola di Polizia, della Compagnia Carabinieri e della Tenenza della Guardia di Finanza.E’ stato il sindaco a spiegare, ricordando anche l’uccisione dell’ispettore capo Filippo Raciti, le ragioni del premio «con cui Peschiera vuole ricordare, per come possiamo, la passione civile di umili servitori dello Stato, usciti di casa salutando i propri cari e mai più tornati. Si può reagire, parlandone come oggi e imparando fin da giovani che il male esiste, che gli errori si pagano e che non ci stancheremo mai e non ci imbarazzeremo mai di rispettare le leggi e lo Stato e gli uomini e le donne che la difendono giorno e notte».Anche Giovanni Righelli, dirigente vicario dell’istituto comprensivo, ha sottolineato il valore del concorso «che ha permesso alla scuola di rafforzare il legame e la collaborazione con l’amministrazione comunale e di affrontare temi importanti di educazione civica e attualità».Quindi le premiazioni degli alunni autori dei temi vincitori anche se l’attribuzione del riconoscimento è andato alle loro classi di appartenenza : Carlotta Ricobelli (4ª D), Sara Paganotto (4ª C), Andrea Tosi e Angelica Zuccotti (4ª A) per la scuola primaria; Anna Poli (3ª D), Federica Reccia (3ª A) e Stefano Butturini (3ª C) per la secondaria.La lettura di brevi frasi prese dai loro temi ha suscitato non poca emozione. Un sentimento stemperato solo dall’entusiasmo dei ragazzi che solo durante la cerimonia hanno saputo chi aveva vinto. «Sono grato all’amministrazione di Peschiera che ha voluto istituire questo premio», ha ricordato il questore Merolla, «e mi congratulo con voi ragazzi per quanto avete scritto. Si è parlato del valore delle piccole cose e non a caso io ho spesso definito Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti eroi del quotidiano. Ecco, quando pensate a figure straordinarie sappiate che non dovete cercare così lontano: eroe è chiunque compie fino in fondo il proprio dovere».Un principio ripreso dal prefetto Fortunati, che lo ha contrapposto «all’assurdità di quanto abbiamo visto e sentito dire in queste ultime settimane contro le Forze di polizia. Fatti terribili, che non devono accadere in una società civile».Giuditta BolognesiPeschiera. «… Questa sera sono felice perché sono finalmente a casa ad un’ora ragionevole. Saranno contenti anche mia moglie e mio figlio. Avrei dovuto essere in servizio dalle ore dieci fino alle sei di domattina, insieme ad un collega appena arruolato. All’ultimo momento ci hanno cambiato il turno. Andranno al nostro posto i due colleghi Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti…».Alle parole di Stefano, la giovanissima vedova di Davide Turazza, deborah, si asciuga le lacrime che più volte sono scese in questa giornata in cui gioia e dolore si sono mescolate raccontando più di ogni altra cosa l’essenza della vita. Ma sono in molti ad avere gli occhi lucidi durante la lettura dei pensieri ispirati agli alunni e studenti di Peschiera dalla tragedia dei due giovani agenti uccisi sulla statale 11.Pensieri profondi. Come il dispiacere di Angelica che vorrebbe «che i signori che fanno i poliziotti non perdessero la vita per colpa dei delinquenti» o quello di Andrea per quei «figli piccoli bisognosi di essere seguiti e aiutati nel cammino della loro vita». Sara parla di «sacrificio gratuito» che dovrebbe essere d’esempio, e Carlotta si sofferma sul fatto che non esistono luoghi sicuri o pericolosi «ma tutto può succedere, ovunque». E se Anna chiede di pensare a cosa ciascuno può fare per «creare una convivenza più civile con tutti», Federica sogna una vita migliore «senza guerre, massacri e senza bisogno di eroi come Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti».

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