martedì, Gennaio 13, 2026
Un castello di idee e di progetti. Sono quelli formulati dal Comitato pro-castello recentemente costituito a Desenzano da esponenti delle associazioni dei commercianti, albergatori, Associazioni culturali e semplici cittadini.

Recupero castello

Progetto di recupero del castello

Un castello di idee e di progetti. Sono quelli formulati dal Comitato pro-castello recentemente costituito a Desenzano da esponenti delle associazioni dei commercianti, albergatori, Associazioni culturali e semplici cittadini. L’idea è quella di ridar vita al castello di proprietà comunale.

Tre sono le funzioni proposte dal progetto: creare aree per congressi e teatro con una sala da mille posti, spazi espositivi per mostre culturali e commerciali e un teatro all’aperto. Un grande rilancio. Il costo dell’operazione è stimato in 18 miliardi.

I desenzanesi chiedono che si metta mano al recupero del castello, così da rivitalizzarlo per renderlo un centro pulsante, capace di rilanciare non solo il comparto turistico ma anche l’intera economia della città. È questo l’obiettivo del Comitato pro-castello che, attraverso un’analisi delle possibili destinazioni, dei costi e dei benefici, dell’indotto, è giunto a conclusioni precise.

Le conclusioni e le proposte

Sono state presentate nel tardo pomeriggio di ieri, nel corso di una riunione svoltasi al Centro sociale della città. È toccato a Giorgio Fezzardi, per lunghi anni amministratore comunale in passato, illustrare le conclusioni dei sondaggi e quindi delle proposte elaborate.

Proposte che hanno il pregio di essere concrete. Vediamo perché. «Tre — ha spiegato Fezzardi — sono le funzioni che la struttura del castello consente di realizzare e che si possono tradurre in iniziative in base ai calcoli e alle valutazioni di fattibilità che abbiamo fatto.

Il recupero degli spazi dell’ottocentesca caserma Beretta e di altri edifici situati sulla sinistra dell’ingresso permettono di dar vita ad un centro congressi e teatro della capienza compresa fra 800 e 1000 posti, necessari per poter ospitare i convegni di carattere nazionale ed internazionale. C’è poi una zona destinata agli spazi espositivi, mostre culturali e commerciali, mentre la terza riguarda il teatro all’aperto. Sono previste sale per i servizi, il ristorante e l’accoglienza».

Analisi economica e finanziaria

«L’analisi economica — ha spiegato a nome del comitato Giorgio Fezzardi — prevede un investimento di 18 miliardi. I ritorni sono stati valutati come supporto di società ed esperti del settore. La resa in termini di affitto annuale — ha spiegato — è stimata in 800 milioni l’anno, mentre altri 200 milioni arriverebbero dai risparmi sulle spese del Comune per gli affitti.

Insomma, un introito valutato sufficiente a coprire le rate di un mutuo venticinquennale da 18 miliardi». In alternativa, il Comune, che è proprietario dello stabile, potrebbe ricorrere per finanziare l’operazione castello all’intesa con i capitali privati, ai quali dovrebbe cedere poi, per un certo numero di anni, la gestione della struttura.

I benefici attesi per la città

Ma vediamo i ritorni per la città e la sua economia. L’uso per 200 giorni della struttura congressuale, di 100 giorni per le mostre e di 50 giorni per il teatro, comporterebbero un movimento annuale e quindi un ritorno stimato in non meno di 20 miliardi, che consentirebbero di creare circa 150 posti di lavoro nuovi.

Il comitato ha deciso di proporsi come interlocutore dell’attuale Amministrazione di centrodestra, alla quale verrà presentata la proposta, ma anche degli altri partiti politici locali. L’obiettivo è convincere l’Amministrazione a muoversi per affrontare e risolvere un problema che è sul tappeto da quarant’anni, o accogliendo queste proposte o spiegando cosa non va oppure formulando proposte differenti.

Se la Giunta ha idee, dica quali sono — sostiene il comitato —; i desenzanesi sono stanchi di attendere. Perciò partirà una campagna di adesioni al comitato e al progetto, rivolto a tutti i desenzanesi, supportata dalla proiezione di un video e da una campagna stampa.

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