Nella ricorrenza delle storiche battaglie risorgimentali di S. Martino e di Solferino, avvenute il 24 giugno del 1859, che decisero le sorti della II guerra d’Indipendenza, è il caso di ricordare gli affreschi che si trovano all’interno della monumentale Torre di S. Martino. Dedicata a Vittorio Emanuele II, la torre è alta 64,60 metri. Sulla sommità si trova una terrazza panoramica con un faro, che alla sera, irradia un fascio di luce tricolore. Divisa in numerose sale collegate fra loro da una rampa che permette ai visitatori una facile ascesa, la torre presenta al suo interno una serie di affreschi parietali che, in pratica, rappresentano tutte le campagne militari dell’esercito piemontese prima, ed italiano poi. Nella sala al piano terra vi sono gli affreschi, la grande statua dedicata a Vittorio Emanuele II e numerosi busti di generali piemontesi. Da qui, inizia la lunga rampa che accompagna i visitatori fino alla sommità della torre, dalla quale si ammira uno splendido panorama. La lunga salita è interrotta da numerose sale alle cui pareti si trovano gli affreschi di pittori ottocenteschi: dalla prima guerra d’Indipendenza, alla seconda vittoria piemontese a Goito nel 1848, alla difesa del ponte ferroviario di Venezia. L’episodio «appartiene» alla strenua difesa della laguna veneta avvenuta nel 1849, contro gli austriaci che assediavano la città e il cui comandante era il terribile generale Haynau, la «Jena di Brescia». Si passa poi ad uno scontro epico sul fiume Cernaia in Crimea dove i bersaglieri di Alessandro Lamarmora si coprirono di gloria (1855), quindi un momento della sanguinosa battaglia di S. Martino. Gli affreschi proseguono nella sala successiva con un episodio della battaglia del Volturno combattuta da Garibaldi contro i borbonici il primo d’ottobre del 1860. L’affreschista Raffaele Pontremoli, si ripete con il «Quadrato di Villafranca» dipinto che si riferisce ad uno scontro fra truppe italiane ed austriache nel corso della terza guerra d’indipendenza. Nell’episodio descritto si distinse l’allora principe ereditario Umberto che diventerà sovrano dopo la morte del padre Vittorio Emanuele II e che inaugurò negli anni novanta dell’Ottocento proprio la Torre di S. Martino. Gli affreschi si concludono con la celebre «Breccia di Porta Pia» del 20 settembre del 1870 che consentirà al generale Raffaele Cadorna, presente anche alla battaglia di S. Martino, ovviamente, con un grado inferiore, di entrare in Roma. Pertanto, sinteticamente, gli affreschi presenti nella torre, raccontano tutta la nostra storia militare del Risorgimento.


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