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Si è conclusa nei giorni scorsi la prima esperienza scolastica realizzata dal Gruppo di sostegno socio scolastico per stranieri a favore di un gruppo di giovani extracomunitari residenti a Padenghe.

Scuole per immigrati

Iniziativa di sostegno scolastico per extracomunitari

Si è conclusa nei giorni scorsi la prima esperienza scolastica realizzata dal Gruppo di sostegno socio scolastico per stranieri a favore di un gruppo di giovani extracomunitari residenti a Padenghe. Una iniziativa voluta dall’Amministrazione comunale con la collaborazione della preside e dei docenti della Scuola Media per fornire un valido aiuto a questi ragazzi nati all’estero.

La Giunta guidata da Giancarlo Allegri ha deciso di prendere a cuore il problema per consentire a questi ragazzi un inserimento scolastico proficuo. Difficile infatti inserire un ragazzo straniero di 10 anni in una quinta elementare senza che questi abbia una seppur minima infarinatura della nostra lingua.

Ecco quindi che il consigliere con delega ai Servizi, Albino Zuliani, ha voluto venire incontro a queste persone nel tentativo di alleviare la difficile fase di inserimento anche nel mondo scolastico. Cinque i ragazzi che hanno frequentato questa specie di «doposcuola».

I ragazzi coinvolti nel progetto

D. H. B., 14enne proveniente da Burkina Faso (Africa), in Italia da circa 1 anno, frequenta la 1a media ed ha iniziato il corso di sostegno il primo dicembre 1999. Entrambi i genitori sono stranieri.

E. R., 12 anni, proveniente dal Marocco, è in Italia da 10 anni, entrambi i genitori sono stranieri.

B., 13 anni, proveniente dalla Thailandia, con mamma tailandese e papà italiano, è in Italia da 8 anni.

M. E. e S., due fratelli di 12 e 11 anni provenienti dal Kosovo, con genitori entrambi kosovari, sono in Italia da 6 mesi.

H. A., 13 anni, proveniente dalla California, in Italia da 6 mesi, con madre italiana e padre americano.

C. R., 6 anni, proveniente dalla Colombia con entrambi i genitori stranieri.

Metodologia e obiettivi del corso

«Ogni ragazzo frequentante il corso — spiega l’insegnante di sostegno Elena Di Benedetto — è stato esaminato singolarmente in modo da poter individuare il grado di comprensione della lingua, oltre che per evidenziare eventuali lacune nel profilo generale scolastico, dato che il corso oltre che il supporto intendeva, ed intende, fornire un vero e proprio aiuto nell’apprendimento delle materie da studiare».

In sostanza, un corso cucito su misura per ogni studente, visto che era diverso sia per il livello di conoscenza della lingua italiana che per il rapporto con lo studio e la stessa classe di frequenza.

«L’unico obiettivo uguale per tutti — conclude Elena Di Benedetto — era quello di ottenere l’inserimento di questi ragazzi nella società italiana attraverso l’apprendimento della lingua e della cultura generale».

Ne seguiranno altri a partire dal prossimo autunno. È da segnalare il fatto che — con grande soddisfazione dell’insegnante — nel primo anno di sostegno, in poco più di sei mesi di lavoro, un alunno ha potuto arricchire il proprio vocabolario personale di ben cinquecento parole.

E non è poco, se si considera che il lessico quotidiano medio è formato da circa mille parole.

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