Roè Volciano – Sarà un ospedale sul modello di quello delineato a suo tempo dall’ex ministro della Sanità Veronesi. Vale a dire distribuito su pochi piani, attorniato da parcheggi e aiole, a misura d’uomo.
All’interno molti servizi extra sanitari: bar, ristorante, biblioteca e sala lettura. Anche se la commissione incaricata deve ancora vedere il progetto presentato dalla «Bovis Lend Lease» e dalla «Elyo Italia», rappresentate rispettivamente da Stephen Hockaday e Domenico Catanese, il nuovo ospedale di Roè Volciano inizia ad avere un volto preciso.
Studi di progettazione e soggetti coinvolti
Tre gli studi di progettazione coinvolti nell’operazione: studio tecnico Ferrari, Lombardia integrata e Nightingale, del quale fanno parte Roberto Ferrari, Mike Nightingale, Virginio Brocajoli, Claire Stenton, Marco Balestri e Filippo Bernini; tutti ingegneri e architetti con alle spalle numerose realizzazioni.
Il gruppo Bovis Lend Lease – Elyo, che ha presentato il progetto all’Azienda ospedaliera di Desenzano, si sta occupando per esempio di interventi per l’ospedale di Brescia e su altri nosocomi di altre importanti città italiane e straniere.
Dettagli del nuovo polo e investimenti
Ma torniamo al nuovo polo di Roè, che dovrebbe avere una dotazione di circa 120-130 posti letto con una connotazione prevalentemente riabilitativa.
L’Azienda gardesana ha ipotizzato l’attivazione di sei specializzazioni: Riabilitazione funzionale, Medicina interna, Riabilitazione cardiologica, geriatrica, Neuropsichiatria e cure palliative. Ma all’elenco potrebbero aggiungersi il punto di primo intervento e la diagnostica per immagini.
Quanto costerà la nuova struttura? È difficile per ora azzardare una cifra, ma si parla di una somma compresa tra i 50 e i 70 miliardi, che potrebbe crescere sensibilmente col passare degli anni.
Anche se l’impegno del gruppo italo-inglese parla chiaro: entro 36 mesi l’ospedale di Roè Volciano sarebbe pronto «chiavi in mano». Poi, lo stesso accordo che dovrà essere approvato e ratificato sia dall’Azienda ospedaliera sia dalla Regione, prevede una gestione da parte del gruppo per 26 anni.
Project financing e gestione
Il project financing prevede infatti che un soggetto privato possa presentare un progetto per la costruzione di una struttura, e che possa ottenere l’affidamento della gestione della stessa.
Ovviamente in capo all’azienda desenzanese, proprietaria dei terreni e dell’immobile, resterebbe la gestione sanitaria. Al privato, invece, tutti gli altri servizi: raccolta e smaltimento rifiuti, pulizia, energia elettrica, bar, ristorante ecc.
Superficie e iter amministrativi
Il futuro ospedale si estenderà su una superfice di circa 32 mila metri quadri, 13 mila dei quali destinati al presidio sanitario vero e proprio.
Non sono per ora disponibili altri particolari, perché come si diceva la commissione di esperti dell’azienda diretta da Angelo Foschini deve ancora aprire il voluminoso progetto e iniziare a sfogliarlo.
Poi toccherà al Comune rilasciare l’eventuale concessione edilizia, e infine, la Regione Lombardia dovrà approvare il piano definitivo.


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