I primi a dare l’allarme, agli inizi di giugno, erano stati i pescatori di Riva e Torbole, che, nelle vicinanze della galleria Adige-Garda, avevano trovato alcuni lucci moribondi. Tutti con macchioline bianche sulla pelle. Colpa di un virus o di che altro? L’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (presso il Villino Campi, dove c’è l’osservatorio sui fenomeni del lago di Garda) li ha mandati all’Istituto di zooprofilassi di Padova, che ha effettuato le analisi, senza trovare una risposta. «È stata riscontrata solo una infiammazione intestinale – ha spiegato il veterinario Alessandro De Guelmi-. E le macchie erano dovute a ferite causate da uccelli, aironi o cormorani, che hanno preso a beccate i lucci già morti». Da parte loro gli «Amici della tirlindana» hanno lanciato l’allarme: dal Garda continuano a scomparire specie di pesci, come aole, vaironi, scardole. È una fase in cui sono rimasti solo i predatori (luccio, persico) che, alla lunga, finiranno per mangiarsi tra di loro. «Rispetto agli altri anni – dicono i sub – stiamo notando la presenza di un’alga formata da grandi matasse. Una volta era come una soffice mucillaggine. Adesso è diventata fibrosa, sembra la stoppa che usano gli idraulici. C’erano pure dentro dei persici imprigionati. Mai vista una cosa simile. I fondali sono comunque diventati deserti. Qua e là si vedono dei lucci morti. Poi ci si imbatte in un folto banco di sardine, quindi torna il deserto». Alla Cooperativa di Garda, però, invitano a non drammatizzare. «Lucci, persici e anguille non mancano. Di sardine se ne prendono in quantità normali. I lavarelli sono pochissimi. Scomparsi, invece, varoni e aole». Dipende probabilmente dalla diminuzione degli arenili di frega, dall’oscillazione dei livelli del lago e dalla presenza dei cigni, che si cibano di uova. A differenza dell’Alto Garda, i lucci continuano ad esserci perchè si effettuano semine massicce. Le sardine, prese vicino a riva, consentono di produrre saporiti filetti, sotto sale o sott’olio. Col 20 giugno è iniziata la pesca dei lavarelli. Quanto ai carpioni, sembra siano scappati nel golfo di Salò. In compenso ogni tanto spunta qualche novità, come l’Acerina Cernua, di colore grigio chiaro, con macchie azzurro-verdi e punti neri, che si trova in Germania e nell’Europa dell’Est. Raggiunge, al massimo, una lunghezza di 15 centimetri, e la sua carte fritta è saporita. Pare sia finito nel lago per errore, in occasione di una semina. Tagliando la testa ai… dubbi, la Comunità presieduta da Pino Mongiello ha chiesto agli assessorati caccia e pesca del Trentino, del Veneto e della Lombardia di monitorare i litorali. E per quanto riguarda l’inquinamento? C’è chi mugugna perchè le reti sono piene di quintali di melma, provocata da un’alga verde mucillaginosa. E chi parla di una fanghiglia rossastra, scaricata dalla galleria Adige-Garda. Molti però sono convinti che il Garda stia meglio rispetto a dieci anni fa. Le ultime rilevazioni, datate 19 giugno, dicono ad esempio che sono appena cinque le spiagge non balneabili, su un totale di 125. L’Asm, poi, sta ultimando una conduttura che, scendendo da Lonato, andrà a pescare acqua dal lago per rifornire i rubinetti di migliaia di case, come già succede in alcune località costiere: Desenzano, Sirmione, eccetera. Il che rappresenterebbe una garanzia di qualità. Di questi argomenti si parlerà nel dibattito di stasera a Maderno, alle ore 20.30, nel salone di Palazzo Benamati. Angelo Benedetti, Fabrizio Speziani, il veterinario Adriano Cobelli, tutti dell’Asl, Giorgio Franzini (Arpav di Verona), Marco Cavallaro (presidente Associazione pescatori Basso Garda) ed Eugenio Zilioli (Cnr-Irea, Milano) discuteranno della salute del lago, soffermandosi su pesca, balneabilità e sistemi di monitoraggio. Organizzano la sezione Legambiente di Toscolano Maderno e il Centro rilevamento ambientale del Comune di Sirmione.


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