mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Il perdurare della crisi idrica desta allarme: e le piogge annunciate non basteranno. Mongiello: «Servono regole precise per il lago»

Siccità, l’estate fa paura

Arenili scoperti, canneti e porti quasi all’asciutto, tubazioni che cominciano ad affiorare, disagi alla navigazione da diporto e pubblica, pesca in alcuni tratti difficile da esercitare a causa del basso livello d’acqua in cui si trovano le reti. E un’agricoltura, che si estende su oltre 130 mila ettari tra Alto mantovano e basso Garda, in ginocchio. La prolungata siccità che sta colpendo l’intero bacino del più grande lago italiano comincia a preoccupare, anche se la situazione non è ancora precipitata. Certo, i meteorologi annunciano piogge, ma serviranno a poco nella situazione attuale, con il livello del Benaco inferiore di 85 centimetri rispetto alla norma del periodo. Forse i meno preoccupati sono i gestori dei servizi di distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano, che viene captata dal lago attraverso delle moderne prese. «Non dobbiamo preoccuparci, sia per la quantità d’acqua prelevata, sia per la sua qualità perchè – sostiene Giovanni Venieri, assessore di Desenzano – le prese si trovano a 70-80 metri di profondità, quindi è impensabile che i livelli del lago scendano così in basso! Questa esperienza è già stata vissuta negli anni scorsi, ma il vero problema è che i ghiacciai a monte del bacino sono esauriti. Per la navigazione, per il momento, non stanno sorgendo problemi, anche perchè il canale di ingresso al porto di Desenzano è abbastanza profondo. «Negli altri porticcioli un po’ meno, forse – conclude l’assessore – avremo ripercussioni maggiori tra qualche mese, in piena estate». Il messaggio lanciato ieri l’altro dal vicepresidente della Comunità del Garda, Vincenzo Ceschini, intervenuto a Mantova al vertice promosso dai consorzi agricoli, di acquistare una grande e moderna draga capace di entrare in azione nel giro di pochi giorni da un porto all’altro, dovrebbe essere ascoltata dalle tre regioni con maggiore sensibilità. Perchè i battelli e gli aliscafi (questi ultimi hanno un pescaggio di svariati metri), una volta che i canali di accesso ai porti saranno ricoperti da sedimenti, potrebbero davvero fermarsi. Questa situazione di allarme avrebbe potuto essere evitata in parte, se si fosse costituita prima la commissione regolatrice dei livelli e, soprattutto, se fosse stata investita di pieni poteri per disciplinare, una buona volta, il modello regolatore degli afflussi e dei deflussi. Spiega Giuseppe Mongiello, presidente della Comunità del Garda, l’ente che più di tutti ha cercato nel passato di arrivare a qualche risultato: «Insisto sulla posizione presa a Cavriana, in sede di assemblea generale, quando una mozione presa all’unanimità e poi trasmessa all’Autorità di Bacino, ora competente in materia, ha portato il problema in superficie. Non ci è stato ancora risposto. «Le problematiche del bacino sono complessive e non vanno scorporate. Sia a monte che a valle con la diga di Salionze, il Garda deve essere soggetto a regole ben precise. Ma la Comunità, che aggrega tutta l’area del lago, non è rappresentata. L’Anci ha delegato un sindaco, anche se galantuomo e corretto (il primo cittadino di Pozzolengo, Bellini ndr.), che mai potrà avere la percezione delle nostre esigenze! «E ancora – riprende Mongiello – il Garda deve avere delle rego le definitive condivise con un’oculata partecipazione di amministratori e istituzioni. Il nostro intervento non vuole essere di polemica nei confronti di chicchessia, ma una battaglia di rappresentanza della Comunità».

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