mercoledì, Gennaio 14, 2026
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Molto materiale bellico non è ancora stato recuperato. A Limone riemerso un proiettile da mortaio della Seconda Guerra mentre si sono perse le tracce degli ordigni della missione in Kossovo

Sul fondo del lago una Stantabarbara

Il Garda cela nelle sue acque un enorme arsenale; ingombrante eredità di eventi bellici anche recenti come il conflitto che due anni fa ha martoriato il Kosovo. A ricordarcelo sono i ritrovamenti di ordigni che avvengono quasi a cadenza ciclica sulle coste del Benaco. Qualche giorno fa sulla spiaggia di Limone un bambino tedesco si è ritrovato fra le mani un proiettile da mortaio di 75 millimetri della Seconda guerra mondiale. Il vecchio ordigno lungo una trentina di centimetri, è stato fatto brillare dagli artificieri dell’esercito dalle parti di Tremosine. L’allarme bombe sul Garda è salito alla ribalta nazionale il 16 aprile 1999, quando un F15 della Nato, di ritorno da una missione in Kosovo, in difficoltà per mancanza di carburante, sganciò nel lago sei bombe prima di atterrare all’aeroporto di Ghedi. Nemmeno la Marina Militare è riuscita a individuare e recuperate quel fardello esplosivo che probabilmente giace sul fondale del Basso Garda. Ma anche nelle acque settentrionali del Benaco bombe e proiettili non dovrebbero mancare specialmente dalle parti dell’isola del Trimelone. Su quel lembo di roccia che emerge al largo di Brenzone cinquant’anni fa, nel primo dopoguerra, esplose una casamatta nella quale erano custodite armi e munizioni che per buona parte finirono nel lago. Da una sponda all’altra. A Manerba nel 1976 sono state recuperate oltre 200 granate, altre trecento ne sono state ripescate a Toscolano nel 1983. Ma il record spetta a Riva; nel 1984 al termine di un’opera di bonifica i militari riuscirono a inertizzare circa 30mila granate. A Desenzano nel 1991 vennero alla luce centinaia di proiettili e 400 bombe a mano; sempre nelle acque della capitale del basso lago bresciano nel 1999 sono stati trovati numerosi proiettili da mortaio. Nel 1994 al largo di Toscolano sono state individuate cinque bombe d’aereo; il bottino è stato più ricco l’anno scorso quando a Sirmione la «pesca» ha fruttato ai militari un ricco bottino: settanta bombe d’aereo e diversi proiettili da mortaio.

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