Legambiente ha lanciato un allarme riguardo ai recenti tagli dei fondi alla qualità dell'aria nel bacino della Pianura Padana, definiti come un atto irresponsabile che mette a rischio la salute di 25 milioni di cittadini. La decisione del Governo di ridurre drasticamente le risorse destinate al "Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria" dal 2026 al 2028, con una diminuzione prevista del 75%, arriva in un momento cruciale, quando i territori più colpiti dall'inquinamento atmosferico mostrano segnali di miglioramento grazie agli sforzi degli ultimi anni. In particolare, il Veneto sta registrando dati promettenti sulla riduzione del PM10, mentre altre regioni come Lombardia e Piemonte evidenziano tendenze positive.
Legambiente sottolinea che questa scelta non solo compromette l'attuazione dei piani regionali per la qualità dell'aria, ma espone anche l'Italia a nuove procedure d'infrazione europee e potenziali sanzioni. Con circa 43.000 decessi in Italia attribuiti all'esposizione al PM2,5 nel 2023, la situazione è considerata allarmante. L'associazione chiede quindi un ripristino immediato dei fondi e invita il Parlamento a trattare la qualità dell'aria come una priorità nazionale, sottolineando che senza investimenti adeguati si rischia di vanificare i progressi ottenuti finora nella lotta contro l'inquinamento atmosferico.


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